24 feb 2017

Ilha dos Lencois





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21 feb 2017

Avventurina fra Brasile e Guyane

Un po' di problemi tecnici nell ultima decina di giorni.

Un po' di giorni all'ancora nell Ilha dos Lençois, MA, il posto è questo

un'idea della dimensione della duna
 


Partiamo di mattina, direzione Belem a circa 200+100 miglia (200 per arrivare all entrata del rio Para, da li 100 miglia per Belem),

due giorni di passage planning per l entrata nell Amazonas




bordi di bolina per uscire dal braccio di mare,




a un certo punto pummmm gran colpo secco: lo strallo di prua si e' rotto d un botto, l' albero e' tenuto solo dall avvolgifiocco.
Gran poggiatona, riusciamo ad avvolgere tutto, mettiamo il secondo strallo di prua, l'albero si stabilizza e la barca e' salva.
Mettiamo sul secondo strallo il fiocco da vento, e' piccolo ma si va avanti.
Due opzioni possibili: continuare per Belem, oppure andare verso la Guyane, in un caso 300 miglia nell altro 6-700. Ci penso su tutta la notte:
Belem: se la barca non ha altre rotture ci si arriva, rimane il dubbio se riuscire a riparare tutto una volta li',  abbastanza improbabile specie se si fossero rotti pezzi del profilo, per ora ancora a riva. Se ci si dovesse rompere per strada qualcos'altro sarebbe un rischio troppo grosso. Poi, ri- venir fuori dal rio Para o dall Amazonas a nord senza un albero sicuro al 100% rischio troppo grosso.
Guyane: molta strada in piu', la barca con la veletta davanti va molto piano, pero' attracco alle Iles du Salut facile anche a vela, entrata a Kourou fattibile, immaginiamo che sia relaztivamente piu facile fare venire eventuali pezzi dalla Francia metropolitana.
La notte porta consiglio, si va in Guyane; con Belem e' "partie remise" come si dice in Francia, un giorno comunque ci vado (torno), promesso.
Benoit ha un mal di mare atroce, mai visto qualcuno continuare a essere malato per sei sette giorni.
 
Il giorno dopo, il salsiccione del genoa arrotolato con lo spunzone di strallo rotto in alto, a forza di oscillare ha semi rotto la drizza del fiocchetto,
 oltre a far oscillare tutto l albero: dobbiamo tirarlo giu. Tutti legati in coperta, aspettiamo il passaggio di un groppo per avere un po meno di vento: giu in poppa piena con pilota ad alta precisione


abbassiamo:la drizza del genoa rollabile (che tiene su tutto) e riusciamo a stendere il salsiccione lungo la fiancata destra della barca. Spunta un pezzo da 1-2m a prua, uno da 3-4m a poppa, assicuriamo tutto per ridurre le oscillazioni.
Albero solidarizzato da drizze spi, amantigli e ogni tipo di cavo possibile.







Ci buttiamo verso nord per due motivi: fazre un po di apparente per cercare di muiovere la barca, andare alla ricerca della vena di corrente forte, molto forte, che non viene menzionata nei :piloti (indicano 1-2nodi) ma che l ultima volte che sono passato mi regalava 50-90 miglia al giorno. Risultato: si bolina. 
Man mano che mettiamo del nord, un po di corrente si fa sentire: facciamo 3-4 nodi sull acqua, arriviamo a 5-6 sul fondo con 30° di deviazione. Davanti alla foce dell Amazonas siamo a circa un 100 miglia, per due cicli di sei ore risentiamo la corrente di:marea: stiamo fermi per sei ore, poi 6 nodi per sei:ore, poi di nuovo fermi (i piloti dicono che si sente fino a 10 miglia al largo, come no).


Pioggia equatoriale, in un paio d ore riempiamo un serbatoio da 150 litri.
Bolina e sempre bolina, per fortuna c'e' vento sempre 20-25 nodi di reale, almeno si avanza.

Momento di eccitazione: becchiamo una bestia della miseria, lunghezza fra muso e attaccatura della coda un metro esatto; una bella dorada corifena di non so quanti chili
Cerchiamo sempre di mettere del nord, soffrendo. A un certo:punto piu o meno al:passaggio dell equatore/Macapa troviamo la vena di corrente: 7 nodi sul fondo (3.5 sull acqua). Ci mettiamo sopra, si riesce anche a allargare e fare un po di:bolina larga.
Prima giornata a >150 miglia. 
Serpentiamo sulla vena, cercando di restarci dentro: la barca avanza piano piano sull acqua, ma alla fine del giorno 160 miglia, poi 170, ci sta salvando. Foto al gps che indica 8.5-9 nodi, fuori sembra di essere fermi.

Vista la cnformazione della costa dell america del sud, fino al Cabo Orange stiamo comunque stretti al vento per avere lasco in caso di rotture ulteriori. Adrenalina.
Dai e dai, passiamo il Cabo, si puo dirigere verso:le:Iles du Salut.
Recupero del sonno per l avvicinamento finale, verso le tre di notte ancoriamo dietro all Ile Royale, pfiiiuuuu.

Eh si, magari: alba verso le 0700, attorno a noi una nave militare, vedetta delle Douanes, Gendarmerie maritime, tutti in gran movimento. Si avvicina la Gendarmerie, molto gentili: come va? Mostriamo il salsicciotto lungo la barca, eh un po di casse. Imbarazzati, ci dicono: purtroppo entro mezzogiorno dovete andare via perche e' previsto il lancio di un vettore Ariane: Kourou e' la piattaforma di lancio dei razzi con i satelliti, le Iles du Salut sono il:posto dove e' previsto caschino i pezzi ij caso di "abort mission", qundi vietato starci, evacuano persino tutto il personale delle isole.
Colazione, caffe, poi via verso Kourou: piena marea discendente quindi facciamo un nodo sul fiume, arriviamo comunque in un braccio un po' piu' largo, ancoriamo. 
Pfiuuuuu secondo.
Qualche ora dopo, enorme fuoco d artificio, spettacolare lancio del missile,


davvero emozionante,:anche se le emozioni erano tante altre.

Riusciamo a trovare un pezzo di pontile dei pescatori, con tre drizze tiriamo su tutto il salsicciotto per metterlo sul pontile

un primo esame della rottura dello strallo, proprio sotto al manicotto





17 feb 2017

départ du Brésil

Nous quittons Fortaleza pour remonter tranquillement vers le nord. Nous installons notre mouillage devant Jericoacoare et attendons Anne et Benoit qui arrivent de Toulouse pour passer un peu de temps à bord avec nous. La vue sur la dune de sable est magnifique, seul endroit au Brésil où le soleil se couche sur la mer. C'est aussi le haut lieu du kite surf, les alizés y soufflent fort et quasiment 365 jours par an. Il faut se rendre à l'évidence impossible d'aller à terre en annexe et encore moins d'y embarquer nos amis. Alors on se donne rendez-vous à Luiz Correia, port de pêche avec un ponton nous permettant de les accueillir. Ainsi lundi 29, nous réceptionnons nos voyageurs à l'arrêt de l'autocar.

Acte 1 : le paradis

Après les retrouvailles, le ravitaillement et le plein d'eau nous partons pour les îles de Lençois. Il s'agit d'îlots de dunes de sable blanc avec à certains endroits des nappes d'argile qui durant la saison des pluies retiennent l'eau et forment de piscines naturelles. A part des villages de pêcheurs, il n'y a rien ni personne, l'endroit est sauvage et juste magnifique. Avec le kayak on se promène dans les bolongs en observant les oiseaux et on nage à partir du bateau jusqu'à la dune. En fin de journée, nous jouons à des jeux de société avec les filles ou nous parfaisons la culture générale d'Anne et Benoit avec quelques films d'animation : Rio parce que le Brésil, Zootopie parce que Tea veut devenir policière et Vice-versa parce que cela permet de chercher à comprendre ce qui se passe dans la tête de Bora.


à suivre

05 feb 2017

Ripartiti!

Ripartiti da qualche settimana, sempre in "cabotaggio" lungo la costa brasiliana, fermandosi qua e là. Internet mai, approfittiamo di un collegamento radio per l'aggiornamento;
Da Fortaleza abbiamo passato qualche giorno a Paracuru e Jericoacoara, due paradisi di sport "da vento" tipo kitt e compagnia, da li' a Luis Correia, affiancati a barche di pescatori, come sempre di estrema gentilezza.
A LC sono arrivati Anne et Benoit, una coppia di amici che ogni volta viene a passare un po' di tempo su Brancaleone.
Con loro siamo partiti verso l'Ilha dos Lençois, dove ci troviamo adesso: a nord della Baia de Sao Marcos (dove c'è Sao Luis do Maranhao), un'isola costituita da una duna gigante, altre isole attorno con vegetazioni più o meno rigogliose; pura esplorazione la carta non mostrava niente. Un villaggio con una comunità di albini che di giorno stanno chiusi in casa, di notte escono per le loro attività. Noi bagni, scivolate da snowboard giù dalla duna, giri in kayak nella foresta (ora abbiamo anche un kayak, anche lui una storia mica da ridere), grandi mangiate in compagnia.
Fra qualche giorno partiamo verso Soure e poi Belem, la posizione più recente è sempre quella più a ovest..
Foto e video quando avremo internet serio.
Abbraccioni a tutti.

22 gen 2017

le culte du maillot de bain au Brésil

Je pense que le maillot de bain brésilien mérite bien qu'on lui réserve un chapitre :

Nous avons remarqué à la piscine que Tea attirait souvent des regards d'étonnement et nous avons fini par comprendre pourquoi. Tea 9 ans porte un maillot de bain composé uniquement d'une culotte (donc pas de haut). Or ici la gente féminine indépendamment de son âge et de ses formes (ou de l'absence de ces dernières) porte un maillot de bain composés de 2 pièces.

Précision sur la forme de ce maillot 2 pièces : peu importe que le slip soit, à l'arrière, un simple fil de tissu qui passe au milieu des fesses, sans absolument rien couvrir, le fameux fil dentaire, le maillot respecte bien les standards locaux.  

Aussi Tea en maillot de bain est un ovni ici et comme je n'ai pas l'intention de lui racheter d'autres maillots, car elle en a un stock important hérité de sa sœur : elle le restera donc un sujet d'interrogation pour les brésiliens jusqu'à son départ.  

   

l'après transat


Nous sommes à Fortaleza maintenant depuis plus de 2 semaines. La ville en soi offre peu d'intérêt. Plus de 2,7 millions d'habitants, capitale de la région, elle est malheureusement comme toutes les grandes villes au Brésil, bruyante, sale et en fonction des quartiers et des heures, dangereuse.
Seul intérêt : les plages autour qui ont été aménagées, hôtels et restaurants se succèdent et accueillent essentiellement un tourisme brésilien. Toute la vie s'organise autour de la plage, buvette, petits restaurants. Au ralenti durant la journée, elle s'anime à partir de 17h, le soleil commence à décliner et la température devient clémente. Joggers, rollers, cyclistes, promeneurs, vacanciers et citadins locaux, …. Tout le monde s'y retrouve.

Nous, nous sommes installés dans notre marina. Malgré la vétusté des pontons, rouillés, grinçants et cognant contre les pilonnes en béton au gré des mouvements de l'eau, nous nous attachons peu à peu l'endroit. Nous avions impérativement besoin d'électricité, d'eau et d'internet. Le bateau devait être remis en conditions après notre passage en Afrique et notre transatlantique. Roberto a effectué des réparations et recousus voiles et bimini, les évaluations du Cned ( du mois de décembre….) ont enfin été mises en ligne. La présence de la piscine à côté m'a permis de négocier des modules du Cned contre des récréations aquatiques ou pour Bora des minutes d'internet.

Il fait plutôt chaud mais il pleut aussi régulièrement, des bonnes pluies tropicales qui déversent des litres d'eau et rafraichissent temporairement l'atmosphère. Et puis les alizées soufflent en permanence.

Nous reprenons des forces en allant déjeuner dans des « comida al quilo » : énorme buffet très varié et de qualité, du moins celles que nous sélectionnons, avec de la viande de tout type préparée au grill devant nos yeux. On choisit ce qu'on met dans l'assiette et on paie au poids. Idéal pour rassasier nos estomacs affamés et en manque de viande et légumes après la traversée. Les premiers passages en caisse, j'affichais des assiettes à 1 kg, après 3 semaines, je suis devenu plus raisonnable et je me contente d'un 1 /2 kg.  



12 gen 2017

Sosta a Fortaleza

Sosta piu' o meno forzata a Fortaleza, le bambine devono fare un bel po' di Cned con molto internet; posto molto molto anonimo, marina di hotel anonimo, pontili da catastrofe e barca che soffre risacca, ok...
Intanto piani per i passaggi successivi, a fine mese ci raggiungono Annetbenoit due carissimi amici, nel 2010 erano venuti anche in Senegal e lui eraz diventato il babbo Natale del caldo africano. Voglia di muoverci, almeno io.