21 giu 2017

OSTAR - Barca superstite a Horta

Ieri è arrivata una barca superstite dalla Ostar.
Inciso: la Ostar è una regata transatlantica in solitario fra il Regno Unito e Newport negli US, l'edizione 2017 ha incontrato una depressione profonda (la stessa che ho scampato circa un migliaio di miglia a sud, 8-9-10 giugno) che ha decimato la flotta.
E' arrivata a Horta (Azzorre) una barca reduce dal passaggio nella tempesta. Un Najad di 49 piedi, Keith lo skipper, siamo entrambi membri OCC, con la bandierina del pesce volante abbiamo un po' simpatizzato;
Qualche foto, è giusto dietro a me.
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Genoa stracciato; si intravvede una drizza messa strana per la trinchetta: gli si è rotto il moschettone e ha usato una drizza di rispetto del genoa. I pezzi neri circolari sulle intermedie sono le estremità superiori e inferiori dei due riflettori radar tubolari, strappati via dal vento.

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Macchie di ruggine tutt'attorno allo scafo. Alla partenza lo scafo era "immaculate" ha detto Keith, chi ha voglia di trovare la causa (me l'ha detta ma è da non crederci) ? 

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Tre segmenti di profili alu del rullaranda strappati via

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Sul catafalco posteriore, un generatore eolico è rimasto con una sola pala (a destra), uno ha il supporto totalmente storto

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Fanale di coperta strappato via
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Ultima foto panorama del disastro.

All'interno, Keith ha detto nessunissimo problema, non una goccia d'acqua entrata, niente.
Motore turbo, ha dovuto usarlo per 16 ore al minimo e "it didn't like it", alla fine gli si è bloccato.
Ha messo una spera di Jordan "drogue" con tutti i suoi coni, ha retto un po' poi la metà finale si è staccata, i coni rimasti tutti rotti.
Anemometro che indica 70 nodi average, poi viene strappato via.
Rimasto con la trinchetta e un pezzo di trysail (randa di cappa), ha fatto 900 miglia a vela per arrivare a Horta, dove l'hanno trainato per 100m (metri) fino al pontile (avrebbe comunque potuto ancorare); la polizia marittima è arrivata e gli ha detto "non puoi muoverti fkino a che non hai rimesso la barca in stato di navigare", a cui da britannico ha risposto "ho fatto 900 miglia con la barca cosi', perché non posso partire?" 


09 giu 2017

Arrivato a Horta

Arrivato ieri a Horta, essenzialmente tutto andato bene.
Riposino e poi scrivo qualcosa.

29 mag 2017

Brevi dal largo

In mezzo all'Atlantico.

Sento chiamare alla radio: una barca neozelandese qui vicino (siamo a noo si quante centinaia di miglia da terra) "Branca Branca", facciamo due chiacchiere: stanno andando a Bermuda per, dixit, "guardare la Nuova Zelanda vincere l'America's Cup". E sono venuti dalla Nuova Zelanda. "Roaring Mig" mi sembra il nome.
Hanno rotto tutte le comunicazioni di bordo, gli faccio brevemente un brief meteo sui giorni prossimi e respirano, "now we can take a beer", in effetti non è che sia una zona dove non avere nessuna info meteo faccia stare molto tranquilli.

Ieri mi lancio: via mettiamo un'esca più grande alla canna, ho attaccato un polipetto da un 15-20cm con amo gigante.
A fine giornata, frrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr la canna parte a tutta velocità, roba incredibile mi ha svuotato mezoz muilinello in qualche secondo. Provo a trattenere, un po' sembra agganciato pero' poi si slama.
La bestia allora viene a fianco della barca e fa qualche salto fuori dall'acqua, tanto per prendermi in giro, tonnetto/bonito bella bestia, per fortuna è scappato altrimenti ci avrei passato la notte.

A parte il pesce, ho cercato una macelleria, ma forse stavo dormendo: una bella fiorentina, o una rosticciana cottissima. Se proprio non fosse possibile, anche un hamburger andrebbe bene.

27 mag 2017

qui traverse en voilier et qui prend l'avion :

Pour permettre a Roberto de realiser sa 2ieme transat en solitaire, les filles et moi nous sacrifions et prenons l'avion. 

Mais voila, en 8h de vol nous allons etre en Europe alors que Roberto va probablement avoir besoin d'au moins 3 semaines. (petite blague entre connaisseurs : "la voile est le moyen de transport le plus lent et le plus inconfortable pour aller d'un endroit ou vous n'aviez rien a faire vers un autre endroit ou vous aurez encore moins a faire")

Nous avons une seule contrainte et assez forte, nous devons boucler les cours du CNED avant le 15/06 et avons accumule du retard. Donc j'etablie un programme studieux :

- une semaine a terre a Saint Anne en Martinique, j'ai loue un petit appartement avec terrasse et piscine. Apres une matinee studieuse, Caty notre nouvelle copine rencontree a la marina du Marin nous fait decouvrir les plus beaux endroits de l'ile.

- une semaine en Italie, pour voir les parents de Roberto, refaire la garde robe des filles et bien manger. Les filles grandissent, c'est visible a leurs habits maintenant trop petits, en revanche pour le poids......

- une semaine a Paris pour les copains copines et ma maman.

- et ensuite, on s'envole pour les Acores, retrouver Roberto et reprendre le voyage ensemble.

Nous sommes actuellement a Florence. je ne boude pas mon plaisir a dormir dans un vrai lit avec des draps qui sentent le frais et a prendre 3 douches par jour si cela me plait .....

24 mag 2017

Un giorno in transat

In altre parole: che cavolo fai durante tutta la giornata.
Magie del sonno polifasico (il dormire a spizzichi e bottoni durante le 24 ore invece di fare la notte intera di sonno), non c'è una giornata uguale alle altre.
Oddio si', alcune cose sono ritmate: le 1200 e i tempi dei bollettini.
In barca tengo tutto in UTC, quindi le 1200utc in Europa sono le 1400 (estate) e per esempio qui sono le 0800.
Cominciamo dalle 1200: ora in cui ogni giorno faccio la posizione, calcolo miglia percorse, da fare eccetera. Momento in cui se avessi un quintale di vitamine e soprattutto antidepressivi mi ingoierei tutto: specie i primi giorni, avendo la carta nautica aperta sul tavolo da carteggio che fa un metro in diagonale (si' è un bel tavolo), le posizioni quotidiane sono nell'angolo in basso a sinistra, e avanzano di un centimetrino al giorno, mentre il punto da raggiungere resta lassu' all'opposto nell'angolo in alto a destra, lontanissimo anche visivamente.
Poi faccio anche il mio graficino POMS, una specie di monitoraggio qualitativo del "morale", magari quando arrivo ne parlo di più.
Poi cerco di mandare la posizione 1200UTC sul sito via telefono satellitare.
Qualcosa da mangiare, sonnellino. Controllata alla barca, stringi qui, allenta là, ingrassa pulisci eccetera. Ogni tanto le faccio patpat sul sedere.
Secondo momento fisso, alle 1850-1930 viene emesso un grosso gruppo di carte meteo via radiofax: accendo radio e pc e scarico tutto; è un bel gruppo a seconda dei momenti tiro giù 10-15 carte, sono le più importanti perché alcune arrivano a +96 ore, 4 giorni, specie quelle a 500hPa permettono di fare un po' di strategia e eventualmente far suonare il campanello di allarme. Si avvicina il tramonto, tiro su la canna da pesca.
Altra mangiata, cerco di fare almeno un pasto caldo al giorno, poi sonnellino.
Dopo mezzanotte, lavoro alla radio, email, altre posizioni, parlo con qualcuno, passa tutto molto bene. 0100 altre carte, se necessario. Secondo grosso batch di carte fra le 0700 e le 0900, anche qui tiro giù tutto. Grosso thermos di tè e all'alba rubo i biscotti delle figlie per la colazione. Altro sonnellino. Dai e dai sono quasi le 1200 di nuovo, rifacciamo la posizione va.

Eventi straordinari:
a. Parte la canna da pesca, emozione, in genere un quarto d'ora di lotta per portare il pesce sotto la barca e vederlo scappar via all'ultimo momento.
b. Suona l'allarme per una nave, finalmente qualcuno! Macché, sono allarmi talmente sensibili che la nave spesso è a dieci venti miglia di distanza e non si vede nessuno.

Modo sentimentale. Si' chiaro penso anche ai cari :-)
A Daphne mogliettina adorata che ringrazio per avermi lasciato andare, anche se fra sé e sé dice "mi sono fatta fregare con le due traversate dell'andata, col cavolo che ci ricasco, vai pure".
Alle figlie, delicate con il loro "ci mancherai papà" invece di "resta con noi, non andare".
A mia madre che si dice "cosa ho fatto di male per meritarmi tutto cio'", e mio padre che scuote sconsolato la testa "perché cavolo l'ho messo in barca da piccolo", pero' poi è tutto orgoglioso.
Abbraccione a tutti, miei cari, cari miei..

Saluto anche ad Angelo e Antonella di Stranizza,ricevuto loro mail ora ora, sono giù in Cile. Grazie ragazzi, ho gasolio per un 600-650 miglia, speriamo di non doverlo usare tutto! A presto;

23 mag 2017

Primi giorni transat 2017

Per ora tutto bene, anzi meglio dle previsto.
Lasciato il marina il 18, dormito all'ancora er finire di mettere a posto la barca, preso il mare il 19 mattina.
Un po' di sbattimento all'inizio, mi aspettavo di dover rifare come nel 2012 4-5 giorni di bolina infernale contro 20-25 nodi di vento e invece no, tutto più abbordabile.
Oggi gran calma di vento, altro termine per dire piantato li per ore, mentre facevo un po' di motore per le batterie (il cielo è tutto velato di polvere del Sahara, i pannelli non gradiscono), ho messo in retromarcia per togliere le alghe: un nugolo enorme; oltre a rompere le scatole con la canna da pesca, si incastrano nel pendolo del timone a vento e tocca pulire tutto.

Sto guardando il meteo per i giorni prossimi, e per come lo si rigiri ci sarà un po' da soffrire per mancanza di vento: una enorme dorsale sta proprio in mezzo a tutto l'Atlantico, provo un passaggio da ovest per vedere se si riesce a salirle in groppa e farsi portare verso est, vedremo; per ora pero' rotta essenzialmente nord, lungo 55-60W faccio strada ma la "distance to waypoint Horta" non è che si riduca un granché, c'è da aspettare.

PS1 per figlie: nelle posizioni che ci sono sul sito, colonna di sinistra, fate clic sia sulla gocciolina della figura sopra, che n quella della figura sottocon google earth, una cerco di inviarla verso mezzogiorno utc con il telsat, l altra di notte con la radio perché funziona meglio; nelle posizioni ogni tanto c'è anche un piccolo commentino siul "come va"
PS2 per figlie: i Geshunia stanno bene, uno stava per vomitarmi addosso ma gli ho detto "henri tais-toi" e ha chiuso la bocca.

Saluti a tutti

19 mag 2017

Via Inmarsat:

Partito. Lasciato il marina ieri sera, sistemate ultime cose,passata la
notte all ancora e stamattina preso il largo. Distanza da horta azzorre
2240 miglia, giusto dietro l angolo.

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16 mag 2017

Si prepara la transat ritorno

Oggi finalmente fatto fare lo strallo di:prua nuovo, costato un occhio della testa ma ora a rigore dovrei star tranquillo.
Siccome preparare una barca piena di playmobil, lego e imbraghi per cavallo non e' che sia semplice, moglie e figlie hanno affittato una barca a fianco :dove andare a dormire e soprzttutto studiare durante il giorno, cosi io posso: mettere sottosopra tutto per manutenzioni e verifiche senza rischio di sentirmi rimproverare "il:pupazzo della pantera rosa ieri era a dieci centimetri di distanza, perche non mi hai detto che lo avresti spostato".

Meteo: Primi elementi delle uscite ensemble per fine maggio inizio giugno sembrano lasciar presagire una fase di avvicinamento  alle azzorre piuttosto alta in latitudine, vedremo fin dovce arrivare.
Buffo fra l altro: fra tutti i run degli ensemble per fine maggio, a 500hPa, solo il control mostra la formazione di un closed low sopra alle azzorre, il che sarebbe un tazntinello problematico, mentre fra tutti gli altri conmponenti dell ensemble nessuno mostra tale strada, sempre isoipse relativamente poiu a nord dei dati climatici.
A questo punto ci sta solo bene un buonanotte :) 

13 mag 2017

14 avril Les Grenadines

Voilà, nous entrons dans les îles Grenadines, rien que le nom pour moi est mythique et nous ne sommes pas déçus. Les eaux sont effectivement transparentes et les couleurs bleu, turquoise et vert émeraude alternent en fonction du soleil et de la profondeur du fond.

Le mouillage peut être malheureusement parfois inconfortable mais dans ce cas-là, nous changeons de criques, de plage, d'île,….ce n'est pas le choix qui manque.

Nous passons quelques jours dans le parc national de Tobago Cays, lieu de reproduction des tortues. Des petites têtes tranquilles émergent de l'eau pour replonger aussitôt qu'elles nous ont vus, elles nagent tout autour du bateau. En kayak, sans faire de bruit, on a même la chance de les approcher de très près. Tea et Bora avec leur masque, plongent avec elles. Elles ne sa laissent pas approcher mais le spectacle même à quelques mètres est fascinant.

Le seul aspect négatif de nos escales réside dans la politique de prix prohibitifs pratiquée par certaines îles. Le litre d'eau minérale vendu en supermarché à 1€,  le litre de lait à 3€ (UHT et  pas bio), le kilos de concombre à 8€ (toujours pas bio)…. Les îles sont relativement pauvres et vivent essentiellement du tourisme, nous le savons mais là c'est tellement exagéré et disproportionné, qu'on boycotte, on achète le stricte nécessaire et on tape dans les réserves du bateau, après tout, elles sont bien là pour cela.

Et c'est là que s'annonce notre tragédie…. En ouvrant un paquet de pâtes Barilla, probablement à bord depuis quelques temps déjà, j'y découvre des petits insectes. J'en ouvre un autre mêmes envahisseurs, un troisième, horreur, même constat. Tous les paquets en cartons ont été infectés.

Dégoûtés, nous jetons des kilos de spaghetti, penne, linguine par-dessus bord. Pour nous remonter le moral qui a pris un sacré coup, nous décidons de prendre dans notre réserve « occasion spéciale » des « De Cecco ». L'emballage en plastique m'a naïvement laissé penser que leur intégrité aurait été préservé des invasions. Malheureusement, il n'en est rien. Eux aussi sont habités mais l'invasion semble plus récente et nous tentons un sauvetage. A la loupe, une à une nous examinons chaque pâte pour exclure les contaminées et préserver les autres. Les enjeux sont grands, nous avons encore quelques dizaines de paquets à bord et cela reste notre nourriture de base mais surtout notre préférée !!!!



09 mag 2017

Martinique 2017

All ancora a ste anne, isola della martinica, buffo ritrovare la Francia, cosi diversa dalla Francia in Guyane. Ieri gran festa in rada al vhf con i risultati delle presidenziali.
Domani in marina al Marin per riparare finalmente lo strallo e cominciare a preparare la barca per la transat ritorno verso le Azzorre, a occhio una settimanina, almeno speriamo.

05 mag 2017

MinnieB, again

A Bequia, incontro tanto casuale quanto esaltante con Phil e Norma Heaton, vecchi amici con i quali avevamo condiviso vari scali in Galizia e Spagna nel 2009 (!), membri del nostro stesso club l' O.C.C.
http://sybrancaleone.blogspot.com/2009/07/eng-minnie-b.html


L anno scorso hanno concluso il loro giro del mondo, passeranno un'altra stagione qui nei Caraibi prima di andare in Mediterraneo, nel 2018.


http://www.sailblogs.com/member/philandnorma/421902


Foto ricordo a bordo di MinnieB.



04 mag 2017

Mercredi 5 avril

J'ai pu entrer en contact avec Roberto par SMS grâce au téléphone satellitaire car nos téléphones ici ne fonctionnent pas. J'ai un lieu de rendez-vous que je communique au taxi qui nous y emmène. Nous arrivons à Coral Cove, qui s'apparente plus à un chantier naval pour bateaux de plaisance qu'à une marina. Finies les vacances (chambre d'hôtel, restaurant à tous les repas, visites guidées privées …) et retour à une réalité sans charme.

Nous sommes là pour faire des réparations sur le bateau, donc rien a priori ni d'exotique ni de charmant ici. Pendant que Roberto s'active, nous progressons dans les cours du CNED (qui reste ma priorité n°1, tout devant être fini pour la mi-juin).

Après une première impression relativement négative, nous commençons toutefois à découvrir une autre réalité de l'endroit. Nous sommes installées avec les filles sur une sorte de terrasse ombragée où la brise peine à rafraichir l'atmosphère chargée de chaleur et d'humidité. Nous sommes sur le chemin des douches de la marina et nous finissons pas croiser tous les plaisanciers qui sont ici comme nous pour opérer des réparations sur leur voilier.

Du jour au lendemain, nous avons été adoptés par tous (des retraités pour la plus part, ravis d'entendre des voix d'enfants dans un monde où la moyenne d'âge est de plus de 60 ans… ). Qui vient du Canada, du Québec, qui vient d'Australie, qui vient du Danemark, toutes les histoires sont intéressantes. Ils sont là pour certains depuis des mois et sont donc de très bon conseils pour organiser la vie ici. Nous amorçons même une ébauche de vie sociale, en prenant part le soir à  des BBQ organisés par les uns et les autres.

03 mag 2017

1er avril 2017 :


Nous abandonnons le capitaine et le bateau, les 500 miles qui séparent le Suriname de l'île de Trinidad, cette fois-ci nous allons les parcourir en avion.

Au lieu des 4 jours de navigation, nous nous offrons 1h20 de vol. Notre dernière navigation durant laquelle nous avons cassé l'étais et failli démâter a été celle de trop. J'ai été pris temporairement d'un petit raz le bol d'eau de mer et avant de saturer complètement je préfère faire une pause. L'option avion nous donne aussi la possibilité de faire du tourisme terrestre puisque nous devons occuper les 4 jours de navigation de Roberto avant de le retrouver à Trinidad.

Samedi matin, nous prenons un taxi qui nous emmène dans la capital Paramaribo, j'ai trouvé un petit hôtel dans le centre historique. Une chambre avec des lits, une douche avec l'eau courante, l'air conditionné, un petit déjeuner gargantuesque, les filles sont aux anges et moi aussi … J'arrive à organiser un tour avec un chauffeur dans les environs, nous entrons ainsi un peu dans le pays et découvrons son histoire et sa culture. Le mardi, nous nous envolons pour Port of Spain, à Trinidad. Là j'ai trouvé une petite pension de famille, très sympa où nous sommes accueillies comme à la maison. L'endroit est plein de charme avec une petite piscine pour se rafraichir aux heures les plus chaudes.

28 apr 2017

Via Inmarsat:

Tobago cays, non si puo dire di essere soli ma isolette magnifiche, mante e
tartarughe attorno alla barca

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24 apr 2017

23 mars 2017

Nous quittons notre havre de paix pour mettre le cap vers le Suriname. Après une navigation de nuit nous arrivons devant l'entrée du fleuve du même nom. On le remonte tranquillement en passant devant la capital Paramaribo, classée patrimoine historique de l'Unesco. Après plusieurs heures, nous arrivons devant le village de Dombourg où nous jetons l'ancre.

A terre, nous trouvons un petit embarcadère pour les pirogues qui assurent la liaison avec l'autre côté du fleuve, un square paisible où les familles viennent se retrouver en fin de semaines avec quelques échoppes qui préparent à manger.
Une petite marina tenue par des hollandais ( moyennement accueillants) offre les services classiques ( eau, lave-linge et Wifi). En plus il y a une petite piscine pour la plus grande joie des filles et un petit restaurant, moins notre joie à nous car il propose une gastronomie à forte consonance hollandaise. Notre première et unique expérience quand j'y repense me pèse encore sur l'estomac, peut-être cela vient-il du fait que nous n'avons rien compris de ce que nous avons commandé….
Le Suriname est un pays surprenant, la population est le résultat des différentes vagues d'immigration : à la population d'origine, les amérindiens qui habitaient le long du fleuve avant la colonisation par les hollandais, sont venus s'ajouter les africains arrivés comme esclaves. Puis quand l'esclavage a été aboli et qu'il fallait encore de la manœuvre pour travailler dans les plantations de cacao, de café et de coton, sont arrivés, des chinois, des indiens et des indonésiens.
Tout cela forme un joli mélange ( qui ne se mélange d'ailleurs pas toujours) mais qui cohabite relativement bien. En tout cas, la gastronomie est restée marquée par la tradition javanaise, on mange donc des « nassi » et « bami » ( nouilles et riz sautés) ainsi que des « saté » ( brochettes de viande ou poisson accompagnées d'une sauce à la cacahouète légèrement relevée). On retrouve aussi une empreinte asiatique dans les différentes soupes et des lointains cousins du nem.

19 apr 2017

Via Inmarsat:

Da un paio di giorni a grenada, altro universo... Da qui risaliremo con
passi di pulce verso la martinica.

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13 apr 2017

18 mars 2017 : perdus dans les bras du Maroni

Nous avons rempli les réservoirs d'eau, et fait un dernier beau ravitaillement au Super-U (camembert, pâté de campagne, beurre breton et BN à la fraise….) et nous partons pour le fleuve Maroni. Il n'existe pas de carte nautique mais Roberto a récupéré suffisamment d'information pour tenter l'aventure. Nous remontons doucement au moteur des bras du fleuve et allons nous perdre dans la jungle. Nous jetons l'ancre au milieu d'un de ces bras. Seul bruit autour de nous, celui des oiseaux cachés dans les arbres à à-peine 2 mètres de nous. Nous mettons annexe et kayak à l'eau et partons nous promener dans des ramifications entre plus étroites, on a vraiment la sensation d'être seuls au monde.

Tout les matins, réveil avec les oiseaux et ils ne plaisantent pas, volume sonore au maximum. Le son est en plus amplifié du fait de l'écho produit par les murs de végétation, haute et dense, sur chaque rive. Les oiseaux de la rive de droite répondent à ceux de la rive gauche.

Chaque jour, nous essayons un nouveau mouillage pour découvrir un autre bras du fleuve Maroni. Nos journées sont assez semblables, Cned le matin, déjeuner puis promenade en kayak et annexe. Retour à bord, apéritif à la tombée du jour avec concert de chants d'oiseaux. Ensuite, on dîne à l'intérieur car la lumière attire une multitude de petits insectes qui viennent mourir dans nos assiettes, c'est moyennement appétissant.

04 apr 2017

Via Inmarsat:

Tutto ok, arrivo previsto domattina. Passato aereo garde cotes francesi per
check e augurare buon vento via radio!

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01 apr 2017

Via Inmarsat:

Uscito dal fiume, finalmente al largo, bel traverso vado molto prudente con
lo strallo riparato. Resto famiglia a paramaribo

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31 mar 2017

Separazione molto temporanea dell'equipaggio

Dopo una settimanina in Suriname, e' venuto il momento di muoversi: direzione Trinidad dove il Branca dovra' fare un po' di lavoretti, fra cui l indispensabile strallo di prua nuovo.
Di fronte alla prospettiva di 5-600 miglia di mare (cioe' qualche giorno di mal di mare continuo) Daphne ha saltato il passo e ha deciso di prendere l aereo assieme alle flglie.
Domani in giornata vanno a Paramaribo la bella capitale del Paese dove staranno qualche giorno, poi l aereo per Port of Spain a Trinidad; io domani comincio a muovermi giu per il fiume, poi diretto verso il Galleons' passage, fino a Chaguaramas dove ci ri-incontreremo la settimana prossima, se va tutto bene.
Stessa identica navigazione fatta nel 2012, a occhio dovrebbe essere abbastanza rapidina:)


26 mar 2017

12 mars 2017

Nous arrivons au petit matin sous la pluie avec la marée montante devant l'embouchure du fleuve Maroni. Nous le remontons pendant quelques heures avant d'arriver devant la ville de Saint Laurent du Maroni. Il y a là une marina en voie de développement, encore succincte mais qui a le mérite d'exister, avec des bouées. Nous en prenons une et nous installons. Il pleut de façon quasi continue, nous restons à bord en attendant une accalmie. La marina est équipée d'un très bon WIFI que nous parvenons même à capter du bateau. Aussi pas de problème, nous ne perdons pas notre temps en avançant les cours du CNED.

 Nous finissons par descendre à terre pour y trouver une jolie petite ville qui a quasiment conservé toute son architecture de l'époque coloniale. Saint Laurent était la ville de l'administration pénitentiaire en Guyane, les bateaux arrivant de France débarquaient les bagnards ici avant de les affecter dans les différents bagnes. Nous visitons le centre de déportation, lui aussi très bien conservé, d'autant plus que certaines scènes du film « Papillon » y ont été filmées.

Ici, on est plus loin du centre spatial, plus loin de la France. L'endroit est beaucoup plus sauvage, face au Suriname avec seulement un fleuve comme frontière, les aller et venues des pirogues entre les deux rives sont incessants. Ici aussi la gastronomie tourne autour des soupes et nouilles asiatiques, mais n'ayant rien à envier à celles de nos amis chinois du 13ième arrdt de Paris.

La marina a un petit café avec terrasse donnant sur le fleuve. Il y fait toujours frais grâce au vent. On s'y installe pour prendre un verre, utiliser le Wifi ou encore rencontrer et écouter les histoires d'autres voyageurs. Leur expérience nous permet de mieux comprendre Saint Laurent. Nous récoltons aussi des informations sur le fleuve Maroni que nous voulons aller explorer.

En d'autres termes, la vie s'écoule doucement ici. La marina met aussi à disposition une cinémathèque. J'y récupère le film Papillon que nous nous empressons de faire découvrir à Tea et Bora. Dans un registre plus léger, je récupère aussi de nombreuses comédies françaises pour parfaire leur culture. (Le dîner de con, les bronzés font du ski, le prénom…)

Il faut dire que Tea et Bora commençaient à connaître par cœur toutes les répliques des films que j'avais emportés de France et qu'elles nous les récitaient en boucle.


Un peu de renouveau fait du bien à tout le monde.

 

Dialogues extraits de « La Zizanie », entre  A.Girardot et L.de Funès.

– « si jamais Arthur est mooooooort…….. »

– «gelé c'est moi, ….mais bouilli,….. c'est TOI ! »

25 mar 2017

Suriname... again

Brancaleone di nuovo in Suriname, dopo il primo passaggio nel 2012.
La settimana scorsa l abbiamo passata andando a esplorare i bracci secondari del fiume Maroni in Guyane, alcuni giorni in mezzo alla giungla, senza carte, sempre da soli, totalmente spettacolari anche se l adrenalina per il povero skipper non e' mancata (mi ripetevo "come Fitzcarraldo, come Fitzcarraldo".
Abbiamo un po' di internet decente, per ora messe le posizioni, i giorni prossimi anche qualche foto e video.

8 mars 2017


Enfin, nous pouvons larguer les amarres et nous rendre aux îles du Salut. Le mouillage est un peu chahuté à cause du mauvais des temps de ces derniers jours mais nous sommes tellement contents d'être là !

On se baigne, on met le kayak à l'eau et on va embêter les tortues de mer qui logent ici. Il y a aussi de magnifiques iguanes, d'un vert vif.
Nous sommes devant l'île Royale qui abrite encore de très beaux restes du bagne et de l'administration pénitentiaire . Nous profitons pour suivre une visite guidée animée par un guide de 86 ans, une mine d'histoire du lieu et de ses anecdotes.
Nous allons aussi sur l'île Saint Joseph, plus difficilement accessible. Les vestiges ont été moins bien préservés mais l'atmosphère est bien là.
Nous ne pourrons pas nous rendre sur la troisième île, l'île au Diable, son accès est interdit car pas de point d'accostage aménagé, trop dangereux, beaucoup de courant, on comprend qu'il ait été impossible de s'en évader. C'est là que fut détenu Dreyfus et aujourd'hui la surveillance du lieu a été confiée à la Légion Etrangère.

Un nouveau lancement (la fusée Vega cette fois-ci) est prévu, nous devons donc encore une fois évacuer la zone. Mais cette fois-ci c'est prévu, nous levons l'ancre et mettons le cap sur Saint Laurent du Maroni.

24 mar 2017

14 février 2017 :

Anne et Benoit nous quittent car leur projet de voyage avant d'être déroutés sur la Guyane était le nord du Brésil. Leur départ a lieu sous la pluie, les filles ont perdu leurs compagnons de jeu, le bateau nous parait soudainement bien vide.

Et nous voilà donc à Kourou pour quelques temps. Grâce ou à cause notre avarie, les pêcheurs acceptent de partager leur ponton avec nous. Nous devons pouvoir démonter l'étais (15 à 16 m de long) et plier le génois (50m2), difficilement envisageable au mouillage.

Entre quelques averses, Roberto arrive à mener à bien ces missions. Il contacte aussi plusieurs entreprises, mais nous ne trouvons pas de câble de rechange en Guyane. il faut le faire venir de France ou de Martinique, trop long, trop hasardeux, trop compliqué. On opte pour le plan B, renforcer le câble cassé. Nous sympathisons avec nos voisins de ponton : le patron de pêcheurs brésiliens et le skipper du catamaran qui fait la liaison avec les îles du Salut. Ils nous indiquent une entreprise qui devrait être capable de retravailler notre câble. Au final, nous ne sommes pas déçus, la réparation étant de qualité,  Roberto peut le remonter. Le mât est à présent sécurisé et nous pourrons arriver sereinement jusqu'à Trinidad, où opérer toutes les réparations.

Pendant ces temps-là, c'est-à-dire environ 3 semaines car nous tombons en plein période de carnaval et le pays marche au ralentie, nous prenons nos marques.

Toujours pas mal accaparés par le CNED, nous profitons quand même pour aller visiter le centre spatial de Kourou. La visite est magnifiquement bien organisée, nous sommes emmenés en bus climatisé d'une aire de lancement de Soyouz à celle d'Ariane 5 en passant par le centre de commandement. Un guide nous accompagne de ses explications et anecdotes.  

Nous louons une voiture pour aller faire un tour à Cayenne qui a conservé de nombreux bâtiments de l'époque coloniale. Enfin nous testons tous les restaurants asiatiques de Kourou, la seule gastronomie représentée ici !!!!

Kourou est un endroit insolite : un morceau de France autour du centre d'étude spatiale s'est posé là : au milieu de la forêt amazonienne, on y trouve des ronds-points, des panneaux de circulation et des passages piétons à la française avec aussi des Super-U, huit à 8 et des supermarchés Carrefour. Avec les filles nous ne sommes pas mécontentes de retrouver les produits de nos marques préférées ( bonbons, biscuits, café,…)

17 mar 2017

Ci muoviamo da stv laurent

Dopo qualche giorno a St Laurent du Maroni, pensiamo muoverci domani. Ci andiamo a infilare in un dedalo di bracci secondari del fiume, dove presumo non ci sara' ne' internet ne' telefono. Da li' poi tiriamo verso il Suriname, a un 100-200 miglia circa.

13 mar 2017

Récit d’Anne et Benoît de leur séjour à bord avec nous :

« Sur le papier, le programme était parfait. Nous allions retrouver la famille Ritossa au nord de Fortaleza pour une croisière le long des côtes brésiliennes, à la découverte de plages désertes, de villages de pécheurs jusqu'à la mythique ville de Belem, là où le fleuve Amazone rejoint l'océan. Nous nous nous réjouissions déjà de la perspective de quinze jours à profiter du soleil, de la mer, des amis avant de quitter le bateau pour poursuivre notre voyage brésilien vers le sud.

Première étape réussie lorsque descendus d'un bus bringuebalant, dernière étape du voyage commencé à Toulouse quelques dizaines d'heures plus tôt, nous retrouvons toute la famille Ritossa. Heureuses retrouvailles à l'ombre d'une magnifique station-service et l'impression de poursuivre l'aventure démarrée il y a quelques années, de l'autre côté de l'atlantique, au Sénégal.

Et puis les premiers bords, les premières nausées pour Benoît qui partage un seau avec Tea et Daphné. Rien d'inquiétant, l'amarinage est une mise en condition, une intronisation maritime, un baptême, un gentil bizutage… Après deux jours de mer, le mouillage au pied d'une dune immense et blanche. Plusieurs jours magnifiques rythmés par les ballades en kayak, les bains, les apéros…

Les choses sérieuses commencent juste après… Tout l'équipage s'est préparé à quelques jours de navigation en pleine mer, préalable à la remontée de l'Amazone et à l'arrivée à Bélem. Après quelques heures de navigation, la rupture de l'étai (le câble qui relie l'avant du bateau au mât) va compliquer sérieusement notre croisière de rêve. Après le démontage périlleux de l'enrouleur, maintenant sans génois, impossible d'imaginer pouvoir naviguer face aux courants vers Belém. Aléas de la navigation, nous croisons pendant cinq jours à plus de 5000 miles des côtes, direction la Guyane !

Cinq jours en pleine mer avec pour horizon le bleu du ciel, le gris de la houle mais aussi pour Benoît l'horizon du fond du seau dans lequel il vomit, vomit, vomit…Daphné participe à la navigation clouée à sa couchette et Téa alterne vomi et tartines de Nutella. Roberto surveille le gréement et assure la bonne marche du bateau pendant qu'Anne et Bora se passent le relais aux fourneaux. Malgré tout l'humeur de l'équipage reste au beau fixe et la pêche est bonne.

Notre navigation se termine aux îles du Salut. Après trois semaines à bord, nous oublions les moments les plus difficiles pour ne garder en mémoire que les meilleurs moments : les bières, les repas de pâtes, les chansons, les blagues, les jeux….Il ne nous reste plus qu'à rejoindre le Brésil et Bélem en avion depuis Kourou… »

« Nos braves matelots sont en mer dès l'aurore, en mer dès le matin, en mer dans la journée,

Y a de  la mer devant, y a de la mer derrière, y a de la mer de tous les cotés."

Mars 2017, Annetbenoît


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11 mar 2017

Acte 3 : arrivée aux îles du Salut, mais pas pour longtemps….

le 14 février

Aux 3 petits nœuds de vitesse que nous faisons avec le foc de secours viennent s'ajouter généreusement presque 3 nœuds de courant. Après 5 jours de navigation plutôt pénibles (au lieu de 2 initialement prévu), nous arrivons à 3 heures du matin devant les îles du Salut, l'ancre est enfin jetée et le bateau immobile mais pas pour très longtemps.

A 6h30, une navette de la gendarmerie maritime nous accoste et nous explique très courtoisement que nous devons avoir quitté la zone  avant 12H00, un tir de fusée Ariane étant programmé à 18H30. Pas de discussion possible, la zone référencée comme « interdite » lors d'un tir est survolée en continue par des hélicoptères de l'armée et sillonnée par des navettes des douanes et de la gendarmerie. On expédie une petit déjeuner et notre capitaine plus qu'exténué relève l'ancre jetée à peine 5 heures auparavant. Nous remettons le fleuve Kourou jusqu'à la ville du même nom et mouillons dans une zone cette fois-ci autorisée. En compensation, nous allons pouvoir voir le lancement de la fusée Ariane 5, vraiment impressionnant.


02 mar 2017

changement de cap : au revoir Belem, bonjour Kourou

Acte 2 : cela se corse.

Passés 3, 4 jours il faut penser à bouger vers notre prochaine destination, Belem. Nous levons donc l'ancre, nous avons le vent de face ce qui signifie tirer des bords. L'équipage est sur le pont, tout se passe bien jusqu'au premier virement de bord, les voiles se regonflent et là bing, quelque chose tombe à l'eau, le génois (la voile qui est à l'avant) oscille anormalement et Roberto se précipite vers l'avant du bateau, l'étai du génois a cassé. Notre capitaine réussit à le remplacer avec un câble de secours qui maintient le mât et nous avançons à présent avec un foc de plus petite dimension.
Impossible à présent de penser nous rendre à Belem, nous mettons le cap sur la Guyane. D'abord parce que les courants vont nous y pousser naturellement et que le vent venant de travers exercera moins de pression sur le câble de secours. Et aussi parce que nous pouvons espérer pouvoir réparer là-bas.
Notre escapade de 2 jours se transforme en 5 jours de navigation au large, beaucoup moins confortable surtout pour Benoit qui se révèle être particulièrement sensible au mal de mer.

Le lendemain matin, Roberto nous demande de venir l'aider car il faut démonter le génois : son câble endommagé est en train de scier la drisse du foc de secours. C'est sous la pluie que tout l'équipage se mobilise pour manœuvrer délicatement, il ne faudrait pas perdre des morceaux, casser autre-chose ou encore perdre quelqu'un en mer. Au bout d'une 1h30, le génois est démonté et placé à tribord le long du bateau, compte tenu de sa longueur, il dépasse allègrement à devant et à l'arrière donnant une drôle d'allure au bateau.

A suivre….


24 feb 2017

Ilha dos Lencois





video 


 


videino



21 feb 2017

Avventurina fra Brasile e Guyane

Un po' di problemi tecnici nell ultima decina di giorni.

Un po' di giorni all'ancora nell Ilha dos Lençois, MA, il posto è questo

un'idea della dimensione della duna
 


Partiamo di mattina, direzione Belem a circa 200+100 miglia (200 per arrivare all entrata del rio Para, da li 100 miglia per Belem),

due giorni di passage planning per l entrata nell Amazonas




bordi di bolina per uscire dal braccio di mare,




a un certo punto pummmm gran colpo secco: lo strallo di prua si e' rotto d un botto, l' albero e' tenuto solo dall avvolgifiocco.
Gran poggiatona, riusciamo ad avvolgere tutto, mettiamo il secondo strallo di prua, l'albero si stabilizza e la barca e' salva.
Mettiamo sul secondo strallo il fiocco da vento, e' piccolo ma si va avanti.
Due opzioni possibili: continuare per Belem, oppure andare verso la Guyane, in un caso 300 miglia nell altro 6-700. Ci penso su tutta la notte:
Belem: se la barca non ha altre rotture ci si arriva, rimane il dubbio se riuscire a riparare tutto una volta li',  abbastanza improbabile specie se si fossero rotti pezzi del profilo, per ora ancora a riva. Se ci si dovesse rompere per strada qualcos'altro sarebbe un rischio troppo grosso. Poi, ri- venir fuori dal rio Para o dall Amazonas a nord senza un albero sicuro al 100% rischio troppo grosso.
Guyane: molta strada in piu', la barca con la veletta davanti va molto piano, pero' attracco alle Iles du Salut facile anche a vela, entrata a Kourou fattibile, immaginiamo che sia relaztivamente piu facile fare venire eventuali pezzi dalla Francia metropolitana.
La notte porta consiglio, si va in Guyane; con Belem e' "partie remise" come si dice in Francia, un giorno comunque ci vado (torno), promesso.
Benoit ha un mal di mare atroce, mai visto qualcuno continuare a essere malato per sei sette giorni.
 
Il giorno dopo, il salsiccione del genoa arrotolato con lo spunzone di strallo rotto in alto, a forza di oscillare ha semi rotto la drizza del fiocchetto,
 oltre a far oscillare tutto l albero: dobbiamo tirarlo giu. Tutti legati in coperta, aspettiamo il passaggio di un groppo per avere un po meno di vento: giu in poppa piena con pilota ad alta precisione


abbassiamo:la drizza del genoa rollabile (che tiene su tutto) e riusciamo a stendere il salsiccione lungo la fiancata destra della barca. Spunta un pezzo da 1-2m a prua, uno da 3-4m a poppa, assicuriamo tutto per ridurre le oscillazioni.
Albero solidarizzato da drizze spi, amantigli e ogni tipo di cavo possibile.







Ci buttiamo verso nord per due motivi: fazre un po di apparente per cercare di muiovere la barca, andare alla ricerca della vena di corrente forte, molto forte, che non viene menzionata nei :piloti (indicano 1-2nodi) ma che l ultima volte che sono passato mi regalava 50-90 miglia al giorno. Risultato: si bolina. 
Man mano che mettiamo del nord, un po di corrente si fa sentire: facciamo 3-4 nodi sull acqua, arriviamo a 5-6 sul fondo con 30° di deviazione. Davanti alla foce dell Amazonas siamo a circa un 100 miglia, per due cicli di sei ore risentiamo la corrente di:marea: stiamo fermi per sei ore, poi 6 nodi per sei:ore, poi di nuovo fermi (i piloti dicono che si sente fino a 10 miglia al largo, come no).


Pioggia equatoriale, in un paio d ore riempiamo un serbatoio da 150 litri.
Bolina e sempre bolina, per fortuna c'e' vento sempre 20-25 nodi di reale, almeno si avanza.

Momento di eccitazione: becchiamo una bestia della miseria, lunghezza fra muso e attaccatura della coda un metro esatto; una bella dorada corifena di non so quanti chili
Cerchiamo sempre di mettere del nord, soffrendo. A un certo:punto piu o meno al:passaggio dell equatore/Macapa troviamo la vena di corrente: 7 nodi sul fondo (3.5 sull acqua). Ci mettiamo sopra, si riesce anche a allargare e fare un po di:bolina larga.
Prima giornata a >150 miglia. 
Serpentiamo sulla vena, cercando di restarci dentro: la barca avanza piano piano sull acqua, ma alla fine del giorno 160 miglia, poi 170, ci sta salvando. Foto al gps che indica 8.5-9 nodi, fuori sembra di essere fermi.

Vista la cnformazione della costa dell america del sud, fino al Cabo Orange stiamo comunque stretti al vento per avere lasco in caso di rotture ulteriori. Adrenalina.
Dai e dai, passiamo il Cabo, si puo dirigere verso:le:Iles du Salut.
Recupero del sonno per l avvicinamento finale, verso le tre di notte ancoriamo dietro all Ile Royale, pfiiiuuuu.

Eh si, magari: alba verso le 0700, attorno a noi una nave militare, vedetta delle Douanes, Gendarmerie maritime, tutti in gran movimento. Si avvicina la Gendarmerie, molto gentili: come va? Mostriamo il salsicciotto lungo la barca, eh un po di casse. Imbarazzati, ci dicono: purtroppo entro mezzogiorno dovete andare via perche e' previsto il lancio di un vettore Ariane: Kourou e' la piattaforma di lancio dei razzi con i satelliti, le Iles du Salut sono il:posto dove e' previsto caschino i pezzi ij caso di "abort mission", qundi vietato starci, evacuano persino tutto il personale delle isole.
Colazione, caffe, poi via verso Kourou: piena marea discendente quindi facciamo un nodo sul fiume, arriviamo comunque in un braccio un po' piu' largo, ancoriamo. 
Pfiuuuuu secondo.
Qualche ora dopo, enorme fuoco d artificio, spettacolare lancio del missile,


davvero emozionante,:anche se le emozioni erano tante altre.

Riusciamo a trovare un pezzo di pontile dei pescatori, con tre drizze tiriamo su tutto il salsicciotto per metterlo sul pontile

un primo esame della rottura dello strallo, proprio sotto al manicotto





17 feb 2017

départ du Brésil

Nous quittons Fortaleza pour remonter tranquillement vers le nord. Nous installons notre mouillage devant Jericoacoare et attendons Anne et Benoit qui arrivent de Toulouse pour passer un peu de temps à bord avec nous. La vue sur la dune de sable est magnifique, seul endroit au Brésil où le soleil se couche sur la mer. C'est aussi le haut lieu du kite surf, les alizés y soufflent fort et quasiment 365 jours par an. Il faut se rendre à l'évidence impossible d'aller à terre en annexe et encore moins d'y embarquer nos amis. Alors on se donne rendez-vous à Luiz Correia, port de pêche avec un ponton nous permettant de les accueillir. Ainsi lundi 29, nous réceptionnons nos voyageurs à l'arrêt de l'autocar.

Acte 1 : le paradis

Après les retrouvailles, le ravitaillement et le plein d'eau nous partons pour les îles de Lençois. Il s'agit d'îlots de dunes de sable blanc avec à certains endroits des nappes d'argile qui durant la saison des pluies retiennent l'eau et forment de piscines naturelles. A part des villages de pêcheurs, il n'y a rien ni personne, l'endroit est sauvage et juste magnifique. Avec le kayak on se promène dans les bolongs en observant les oiseaux et on nage à partir du bateau jusqu'à la dune. En fin de journée, nous jouons à des jeux de société avec les filles ou nous parfaisons la culture générale d'Anne et Benoit avec quelques films d'animation : Rio parce que le Brésil, Zootopie parce que Tea veut devenir policière et Vice-versa parce que cela permet de chercher à comprendre ce qui se passe dans la tête de Bora.


à suivre

05 feb 2017

Ripartiti!

Ripartiti da qualche settimana, sempre in "cabotaggio" lungo la costa brasiliana, fermandosi qua e là. Internet mai, approfittiamo di un collegamento radio per l'aggiornamento;
Da Fortaleza abbiamo passato qualche giorno a Paracuru e Jericoacoara, due paradisi di sport "da vento" tipo kitt e compagnia, da li' a Luis Correia, affiancati a barche di pescatori, come sempre di estrema gentilezza.
A LC sono arrivati Anne et Benoit, una coppia di amici che ogni volta viene a passare un po' di tempo su Brancaleone.
Con loro siamo partiti verso l'Ilha dos Lençois, dove ci troviamo adesso: a nord della Baia de Sao Marcos (dove c'è Sao Luis do Maranhao), un'isola costituita da una duna gigante, altre isole attorno con vegetazioni più o meno rigogliose; pura esplorazione la carta non mostrava niente. Un villaggio con una comunità di albini che di giorno stanno chiusi in casa, di notte escono per le loro attività. Noi bagni, scivolate da snowboard giù dalla duna, giri in kayak nella foresta (ora abbiamo anche un kayak, anche lui una storia mica da ridere), grandi mangiate in compagnia.
Fra qualche giorno partiamo verso Soure e poi Belem, la posizione più recente è sempre quella più a ovest..
Foto e video quando avremo internet serio.
Abbraccioni a tutti.

22 gen 2017

le culte du maillot de bain au Brésil

Je pense que le maillot de bain brésilien mérite bien qu'on lui réserve un chapitre :

Nous avons remarqué à la piscine que Tea attirait souvent des regards d'étonnement et nous avons fini par comprendre pourquoi. Tea 9 ans porte un maillot de bain composé uniquement d'une culotte (donc pas de haut). Or ici la gente féminine indépendamment de son âge et de ses formes (ou de l'absence de ces dernières) porte un maillot de bain composés de 2 pièces.

Précision sur la forme de ce maillot 2 pièces : peu importe que le slip soit, à l'arrière, un simple fil de tissu qui passe au milieu des fesses, sans absolument rien couvrir, le fameux fil dentaire, le maillot respecte bien les standards locaux.  

Aussi Tea en maillot de bain est un ovni ici et comme je n'ai pas l'intention de lui racheter d'autres maillots, car elle en a un stock important hérité de sa sœur : elle le restera donc un sujet d'interrogation pour les brésiliens jusqu'à son départ.  

   

l'après transat


Nous sommes à Fortaleza maintenant depuis plus de 2 semaines. La ville en soi offre peu d'intérêt. Plus de 2,7 millions d'habitants, capitale de la région, elle est malheureusement comme toutes les grandes villes au Brésil, bruyante, sale et en fonction des quartiers et des heures, dangereuse.
Seul intérêt : les plages autour qui ont été aménagées, hôtels et restaurants se succèdent et accueillent essentiellement un tourisme brésilien. Toute la vie s'organise autour de la plage, buvette, petits restaurants. Au ralenti durant la journée, elle s'anime à partir de 17h, le soleil commence à décliner et la température devient clémente. Joggers, rollers, cyclistes, promeneurs, vacanciers et citadins locaux, …. Tout le monde s'y retrouve.

Nous, nous sommes installés dans notre marina. Malgré la vétusté des pontons, rouillés, grinçants et cognant contre les pilonnes en béton au gré des mouvements de l'eau, nous nous attachons peu à peu l'endroit. Nous avions impérativement besoin d'électricité, d'eau et d'internet. Le bateau devait être remis en conditions après notre passage en Afrique et notre transatlantique. Roberto a effectué des réparations et recousus voiles et bimini, les évaluations du Cned ( du mois de décembre….) ont enfin été mises en ligne. La présence de la piscine à côté m'a permis de négocier des modules du Cned contre des récréations aquatiques ou pour Bora des minutes d'internet.

Il fait plutôt chaud mais il pleut aussi régulièrement, des bonnes pluies tropicales qui déversent des litres d'eau et rafraichissent temporairement l'atmosphère. Et puis les alizées soufflent en permanence.

Nous reprenons des forces en allant déjeuner dans des « comida al quilo » : énorme buffet très varié et de qualité, du moins celles que nous sélectionnons, avec de la viande de tout type préparée au grill devant nos yeux. On choisit ce qu'on met dans l'assiette et on paie au poids. Idéal pour rassasier nos estomacs affamés et en manque de viande et légumes après la traversée. Les premiers passages en caisse, j'affichais des assiettes à 1 kg, après 3 semaines, je suis devenu plus raisonnable et je me contente d'un 1 /2 kg.  



12 gen 2017

Sosta a Fortaleza

Sosta piu' o meno forzata a Fortaleza, le bambine devono fare un bel po' di Cned con molto internet; posto molto molto anonimo, marina di hotel anonimo, pontili da catastrofe e barca che soffre risacca, ok...
Intanto piani per i passaggi successivi, a fine mese ci raggiungono Annetbenoit due carissimi amici, nel 2010 erano venuti anche in Senegal e lui eraz diventato il babbo Natale del caldo africano. Voglia di muoverci, almeno io.

06 gen 2017

la transat et l'arrivée à Fortaleza


J'ai pris un retard considérable par rapport à la version italienne du blog.
Mais je ne peux pas lutter contre l'expertise de Roberto. Avec une radio à bord du bateau, au milieu de l'océan il réussit grâce à une connexion satellitaire à tenir le blog à jour, quasiment en temps réel. Pour ma part, je dois attendre de me connecter à un réseau Wifi classique, dans un lieu public.
Je fais donc un rapide saut dans le passé : nous voilà partis le 13 décembre, pour 13 jours de navigation, dont seulement 18h de moteur pour la traversée de la zone de convergence inter tropicale, appelée aussi « le pot au noir ». Roberto a su trouver les bons vents et les bons courants. Chaque jour et chaque nuit n'ont pas été forcément de tout repos et l'arrivée dans l'archipel de Fernando de Noronha est applaudie par l'équipage.
Nous pénétrons dans un parc national, une réserve naturelle. Le montant des taxes à payer pour juste avoir la permission de jeter l'ancre ici est hallucinant. Mais voilà c'est sur notre route et c'est tellement magnifique, qu'on s'y ressource 4 jours. Nous sommes au mouillage dans ce qui nous semble être un aquarium géant. L'eau est turquoise et transparente, on peut s'y baigner (a priori pas de requins ici), dauphins et tortues nagent autour du bateau. Mais gare à s'en approcher de trop près, les gardiens de la réserve ont l'amende facile.
La veille du réveillon, nous levons l'ancre à regret (mais notre porte-monnaie souffre) et parcourons les 400 derniers milles nautiques qui nous séparent de  Fortaleza au Brésil où nous arrivons le 2 janvier au matin.
Enfin la terre ferme, une marina, de l'eau courante, un ponton croulant et grinçant mais un ponton et de l'électricité. Tout ce qui a été rationné ces 3 derniers mois, depuis le Cap Vert. La marina est très rudimentaire mais elle offre l'énorme avantage de donner l'accès à la piscine d'un hôtel 4 étoiles.

Difficile de d'écrire la sensation de ce premier plongeon dans l'eau de la piscine ….   


comment résumer ces dernières semaines


Arrivée sur la terre ferme, Fortaleza au Brésil

Mais avant cela difficile de rattraper le mois et demi sans connexion internet, il s'est passé tellement de choses depuis. Mon dernier récit remonte à l'archipel des Bijagos début du mois de décembre. Nous avons passé là-bas 5 semaines hors du temps et avons rencontré des gens extraordinaires autant par leur générosité que par leur parcours de vie. Solange, Bertrand, Danny et son mari, Alain, Shérif le marin, Aram et son avion,…. .Sans eux, nous n'aurions pas pu rester aussi longtemps dans un endroit aussi reclus sans possibilité de ré-approvisionnement et nous nous serions certainement pas autant attachés à cet archipel.
En synthèse, avec eux et grâce à eux, nous avons découvert la pêche et sommes devenus incollables sur les poissons locaux (thiof, barracuda, carangue, otolithe, poisson chat...) la chasse aux crabes, les hippopotames de mer, les bolongs en kayak et l'histoire de cet endroit…

Nous sommes passés vraiment dans des endroits magnifiques et surtout très sauvages. Le soleil au moment de se coucher a ce rouge intense que seule l'Afrique connait. Ensuite commence la cacophonie des oiseaux autour de nous, qui s'amplifie avant de se taire la nuit et reprendre de plus belle à l'aube. Sans parler de l'activité aquatique, les gros poissons qui chassent faisant monter à la surface les plus petits qui cherchent à échapper et qui finissent pour les plus malchanceux dans le bec d'un oiseau à l'affût. Et d'autres bruits nocturnes mais qui restent encore aujourd'hui un mystère tortues ?, hippo ? ou une hallucination auditive collective…. En tout cas, tout cela constitue un spectacle qu'on pourrait observer sans se lasser pendant des heures.   

Comme toutes les bonnes choses, il y fallait une fin. Notre permis de navigation expire et un autre continent nous attend. Je fais une dernière expédition dans la capitale, Bissau, pour l'approvisionnement, Roberto lui prépare le bateau, et les filles leurs au-revoir à ce lieu si magique. Nous partons le 10 au petit matin et remontons l'archipel par le nord pendant 2 jours avant de rentrer dans l'océan, le 13 notre transatlantique débute vraiment.