28 mar 2011

PIC - Spettacoli della natura

Quando la natura si lascia un po' andare

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27 mar 2011

VID - Da piccoli lo chiamavamo Aquafresh (sic)

26 mar 2011

Post crociera (stress) disorder

In porto a Salvador, cerchiamo di rimettere un po' a posto dopo la traversata, ma soprattutto dopo tre mesi di Africa

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25 mar 2011

Piogge tropicali

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Quando arrivava la pioggiona con gocce-tazze da caffé, chi si divertiva ?


24 mar 2011

Timone a vento, per J

J.Toole chiedeva qlc impressione in più sul timone a vento.
C'è un bel libretto in varie lingue che si puo' scaricare sul sito http://windpilot.com/ dove spiega bene i vari tipi di funzionamenti di piloti diversi.
Leggendo bene ci sono anche delle considerazioni su casi specifici di barche nelle quali un tipo specifico di timone è praticamente indispensabile (tipo trasmissioni idrauliche nella timoneria principale, pozzetti centrali, eccetera): mi sembra un punto di partenza importantino prima di scegliere un pilota piuttosto di un altro.

Dal pdv pratico, l'impressione che si ha leggendo nei vari forum è che tutti quanti siano molto contenti del loro timone a vento, Monitor Hydrovane Aries Windpilot eccetera sembrano sostanzialmente equivalenti. I soli poco entusiasti sono quelli che non lo usano perché magari hanno un programma di navigazione con tappe di navigazione più corte, dove un pilota elettrico è senz'altro più pratico.

Noi abbiamo un Windpilot Pacific, di cui siamo estremamente contenti sia quando lo si usa che -oh oh - quando non lo si usa.
In uso, il timone è montato nello specchio di poppa, qui alcune foto (dopo le foto ho pulito un po' tutto il cimame): le due cimette id controllo partono dalla parte oscillante, passano su due bozzelli su una sbarra orizzontale in modo da essere inviate dallo stesso lato della barca, passano su un bozzello doppio e arrivano all'adattatore di barra, il cilindro attaccato al mozzo della ruota del timone. Il nostro adattatore è quello di un timone Monitor, non Windpilot. In questo modo, le cimette di controllo non rompono le scatole, permettono di aprire tutti i gavoni del pozzetto, di passare attorno alla barra, eccetera. Sul sito Windpilot ci sono tante foto differenti con sistemazioni possibili delle cimette di controllo, poi uno adatta alla barca che ha. 

http://sybrancaleone.blogspot.com/2009/05/ancora-il-timone-vento.html

Il timone ha un buco di utilizzo in poppa piena, diciamo da gran lasco dritta a gran lasco sinistra se il reale è sotto i 13-15 nodi, li' non ce la fa a reagire o comunque la rotta oscilla troppo. Con ogni altra andatura o velocità di vento è perfetto. Come dicono, più il vento aumenta meglio timona, ed è verissimo.
Il windpilot agisce contemporaneamente in due modi sulla correzione di rotta: il primo è quello classico, la modifica di rotta inclina la ventola, che dà un angolo di incidenza al pendolo immerso, che ruota trasmettendo il movimento attraverso le cime di controllo al timone. Nel secondo modo invece -utilissimo per esempio in andature larghe con onda- quando la barca scodinzola, la poppa tende a partire da un lato e quindi sposta lateralmente il pendolo immerso (prima che riceva l'input della ventola) che corregge immediatamente il timone. La barca è si' stabile id rotta, ma -costatazione- con il timone a vento non abbiamo *MAI* straorzato.
E' anche impressionante guardarlo, sai i video dei corridori solitari quando si vede il pilota che fa fare delle planatone, manovrando rapidamente a destra e sinistra ? Ecco la stessa impressione, la barca va dritta come un fuso e il timone a vento dietro fa tutto lui. Mancano solo le planatone a 20 nodi ah ah ah.


Quando non in uso, noi abbiamo il catafalco dietro dove tiriamo su il gommone, quindi incompatibile con il timone a vento. La gran ganzata del windpilot è che in dieci minuti di orologio, basta svitare due bulloni e si toglie e si ripiega tutto, lasciando lo specchio di poppa praticamente libero, rimane solo un pezzetto del supporto. Possiamo anche utilizzare la scaletta da bagno, che col timone a vento devo togliere.
In sostanza, quando si fanno tratte lunghe, si sgonfia il gommone e si toglie la scaletta, tutto in un gavone, si tira fuori il windpilot e lo si mette.
In costiero, si toglie il windpilot (che si ripiega e occupa poco posto, tipo cinque sei scoponi) e si ritira fuori il gommone e tutto.
Altri piloti hanno delle strutture fisse a poppa (in particolare quelli con i timoni addizionali) che rendono più macchinoso o anche impossibile un utilizzo del genere, quindi per noi va benissimo.
(Ah yep, ho una scaletta di emergenza in tessile, ripiegata sul fianco della barca e apribile dall'acqua: quando in Marocco ci siamo ingavinati tutte le lenze fra elica e chiglia l'ho usata per risalire, funziona!)

Una volta siamo passati di notte in una zona piena di luminescenze, ma ovunque si vedevano tipo vie lattee sull'acqua di palloni luminescenti, mai vista una roba simile. Ho pensato tutta la notte alle "Slimy creatures" della Ballata di Coleridge ah ah ah. Insomma a un certo punto il timone a vento non girava più, era molto più lento. Guarda qui e guarda là, alla fine l'ho tirato su e sulla pala del pendolo c'erano attaccate decine di bestiole tipo strisce di lardo, semitrasparenti e gelatinose, fra l'altro uno schifo, ho pulito tutto ho rimesso giù e via col (timone a) vento di nuovo.

Se ci sono altre info che posso dare...


Aggiunta I: nelle due cimette di comando, accanto alla ruota, ho messo due moschettoni a sgancio rapido, con i pernetti legati da una cima colorata: in caso uno debba staccare subito tutto, si tira la cima colorata e la ruota del timone diventa immediatamente libera.
Aggiunta II: prossimo acquisto, un pilotino elettrico per barra tipo i più piccoli Simrad o Raymarine a +-300 euro. Si toglie la ventola e si attacca il pilotino al supporto della ventola, il pilotino muove solo il supporto della ventola, il timone a vento timona e fornisce la potenza necessaria; un pilota elettrico di scorta con una spesa molto molto bassa.

PIC - Emisferi

- Passaggio da un emisfero all'altro


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22 mar 2011

Traversata (segue)

Continua da


http://sybrancaleone.blogspot.com/2011/02/traversata.html

a. L'idea "ora mi trovo in mezzo all'oceano" è un po' una illusione, nel senso si' se uno guarda la carta e ci riflette su si rende conto della lontananza, ma nella quotidianeità l'orizzonte è alla stessa distanza di quando uno traversa l'adriatico

b. A mezzo mare, intravista di giorno una barcaccia di legno di 5-6m di lunghezza, immobile, ci avviciniamo non senza un po' di paura (essenzialmente di trovarci un cadavere) ma non c'era nessuno. Passar di li' id notte c'è da lasciarci la barca.

c. Riassumendo, siamo partiti da Banjul andando verso WSW, due giorni di NW gagliardo e via di bolina con 6-7Bft, bel modo di cominciare una traversata ha sballottato tutti, bambine col mal di mare non mangiavano né bevevano più, per fortuna con la cocacola abbiamo almeno dato un po' di zucchero. Poi ha girato a N, infine NE quindi andatura moolto più tranquilla, con gran ilarità di tutti.
La rotta climaticamente migliore sarebbe stata questa (figura sotto) : in sostanza partire verso WSW, giunti sull 8°N procedere dritto verso sud correndo sul meridiano 21-22°W in modo da tagliare la ITCZ (zona di convergenza intertropicale) quanto più in fretta possibile, poi una volta usciti tirare dritto fino a Salvador.Il grafico è fatto da un programmino che prende i dati delle pilot charts ed effettua il calcolo della rotta più rapida a seconda delle caratteristiche della barca, analogamente al routing classico solo che invece di usare i grib usa i dati climatici delle pilot charts.
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pero' con i vari bollettini ricevuti via radio, via mail, le carte fax e l'aiuto di Alfredo IK6IJF si poteva dedurre che la zona delle calme si fosse spinta più a ovest, quindi statisticamente meglio prendere qualche grado di ovest in più, cosi' abbiamo fatto. Siamo scesi giù dritti verso sud fra il meridiano25°W e 26°W.

Tutto ok, abbiamo quasi sempre avuto vento, ma abbiamo passato tre notti da incubo: nella zona di convergenza l'attività convettiva notturna è localmente molto forte, il che significa che durante il giorno navigavamo al gran lasco con del NE a 10-15 nodi, bellissimo, pero' poco dopo il tramonto si cominciavano a vedere lampi lontani, poi sempre più vicini, poi per ore FLASHHH-BAMMMM FLASHHH-BAMMM dappertutto tuoni e fulmini a qualche decina di metri di distanza. RIcordi di quando con Claudio un fulmine ci ha beccato a febbraio dalla Yugoslavia a Rimini, radio in fiamme, bussola che gira in tondo, antenna in fuoco che casca giù dall'albero, arrivo a Fano invece che a Rimini (40 miglia più a sud), eccetera.
Si sarà capito vento (anche troppo) al limite ok, ma i fulmini proprio non mi vanno giù.

Al radar bolle nere dappertutto,
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abbiamo cercato di slalomare ma appena avevamo un tratto libero davanti ecco che hop altre macchie nere venivano fuori, flashhbammm flashbammm, sudori freddi.
Tre notti cosi', il peggior momento della transatlantica.

d. Sono diventato un incondizionale del timone a vento, lo sospettavo ma è davvero una ganzata. Nel pilota elettrico ho anche il sensore giroscopico, quindi nell'andatura di poppa con un po' d'onda funziona molto bene, pero' il timone a vento va -direi- altrettanto bene, e senza consumare nulla.

Il timone a vento ha timonato per la stragrande maggioranza del tempo (salvo a motore). Con vento variabile fra 10 e 30 nodi (raffiche sotto le nuvole) la barca oscillava di rotta di neanche dieci gradi, dritta come un fuso. Bon è vero che il Branca va diritto anche da solo ma comunque sia...

e. La barca è andata benissimo, sola rottura il cavo di trasmissione dell'invertitore (che non era neanche tanto vecchio), quindi per mettere la marcia bisognava andare giù. Non abbiamo rotto niente altro. Neanche in Africa a dire la verità.
Accantonando per un attimo la modestia: spesso riceviamo complimenti da altre barche: "bon potreste anche pulire un po' lo scafo che è tutto ingiallito, ma tecnicamente e marinamente avete davvero un gioiello di barca" (pavoneggiamento pavoneggiamento)

20 mar 2011

FRA - Retour à la civilisation

Nous sommes au Brésil depuis maintenant 1 mois. Après les quelques jours passés à remettre le bateau en état, nous avons ensuite cherché à combler certains manques accumulés au cours de notre passage en Afrique et durant la traversée. J'ai commencé par prendre 3 douches par jour, juste pour le plaisir de sentir le jet d'eau fraiche couler à volonté.

Ensuite nous avons établi notre cantine dans un des multiples restaurants « comida a kilo » de la zone portuaire. Comme son nom l'indique, l'addition est calculée en fonction du poids de l'assiette une fois pleine ! Malgré mon fort à priori qui me fait penser que quantité et qualité vont rarement de pair, c'est pourtant un régal et dans tous les cas, c'est exactement ce dont nous avions besoin pour combler nos carences alimentaires ! 

Nous faisons aussi le plein de fruits exotiques, pour la plus part inconnus : caju, caja, maracuja, abacaxi, etc….Difficile de savoir quand ils sont mûrs, mais on essaye un peu tout avec plus ou moins de succès.

En résumé, nous reprenons goût à la vie terrestre !

18 mar 2011

VID - Altri vicini

qualche bambino e via (Senegal)

VID - Mangrove tunnel

videomessage verytrès plurilingual

17 mar 2011

Risposte ai messaggini vecchi

Scuse per il ritardo, ecco qualche risposta a vecchie domande fatte nei messaggini

1. Anne&Benoit: nous sommes arrivés, on attend la date de votre arrivée

2. Bambini in barca: grazie Marco Nicolo per la fiducia, un libro intero la vedo dura ma chissà... Penso sia uno di quegli argomenti per i quali quanti più differenti punti di vista si abbiano, tanto meglio si possa trovare qualcosa id utile per se stessi, quindi probabilmente un forum puo' dare già mille elementi interessanti.
Se vai fra le prime pagine del nostro sitino, titolo "Bimbi in barca" o giù di li' ci sono alcune idee attraverso le foto; Tea è venuta in barca a una settimana (prematura di un mese, si puo' dire venuta in barca in anticipo ? ah ah ah ), fra un po' avrà passato un terzo della sua vita in barca. Sono tutte e due bambine felici come lo sarebbero sicuramente state se avessere vissuto a terra, chiaro al padre fa un piacere immenso quando, arrivando su Salvador e vedendo un elicottero- ti tira fuori "papà guarda un pesce volante gigante!

Insomma, di base, dal pdv pratico non c'è da temere assolutamente niente, per loro. Per i genitori viceversa è un lavorone, davvero un grosso impegno. Da noi fa quasi tutto Daphne mentre io seguo la barca (salvo se mal di mare collettivo) ed è un impegno da 18 ore al giorno.

Poi i vari classici commenti "non è giusto imporre ai propri figli le proprie scelte" blabla possono essere letti in modo diametrale, quale genitore non impone le proprie scelte ai figli ? Già sento mia madre pensare "robertino ogni tanto fai un po' tenerezza da come scrivi", a 45 anni fare tenerezza a propria madre... mica male, no ?

Come ha riassunto una signora italiana in viaggio terrestre che abbiamo incontrato: "beh, ve lo immaginate, ma un caso come il vostro in giro in barca in africa con i bambini piccoli fa discutere ben bene e genera posizioni ben a favore e ben contrarie"...

3. Aprire le ostriche: sempre fra le pagine più viste (!), come sempre do' solo le mie considerazioni personali, poi se uno si trova meglio con il coltello corto e largo tanto meglio!
4. Matteo e la polinesia francese: per il momento è già difficile pensare ai prossimi due mesi, figuriamoci ai prossimi due anni...

5. Scuse con Alvaro che mi ha chiesto mesi fa informazioni sul catafalco di poppa e non gli ho ancora risposto, scusescuse
6. Per Jacopo Toole.
Ancoraggio nei fiumi.
Ancore ne abbiamo portate tre (due lasciate a casa), una come la tua, una leggera in alluminio e la vecchia CQR da 45lbs, per ora mai usata.
I fiumi hanno tutti l'inversione di marea, quindi sei ore corrente in un senso e sei ore nel senso opposto, (a volte forte, arriva anche a 4-5 con punte a 7 nodi), con la barca che gira. Quando la larghezza del fiume lo consente ancora unica; se invece il fiume è stretto (o se la zona profonda è stretta) allora ne mettiamo due stile bahamian moor, una a prua e una a poppa. Non ho attaccato le due linee d'ancoraggio assieme (nel senso la barca attaccata alle due ancore da una sola cima a prua) perché avendo in genere poco fondo mi sembrava un po' rischioso. Bisogna regolare tutto ben bene ma una volta fatto non ci si muove di un metro.
Devo dire MAI avuto problemi, e abbiamo passato tre mesi sempre all'ancora (porti inesistenti).
Acqua da bere/lavare.
L'acqua dei fiumi non è buona a nulla salvo raffreddare il motore, sedimenti e tutto, le barche con desalinizzatore non lo usavano mai neanche per desalinizzarla. Quindi: per bere acqua minerale comprata nei villaggi (buona cosi', mai dovuto metterci nulla -anche se avevamo le pilloline per potabilizzare), acqua per lavare invece con il "bidonnage", si va a terra con taniche per 100-150 litri sul gommone e si fa andata e ritorno fino a riempire i serbatoi. E' acqua pluviale spesso con alghette, ogni tanto di sorgente, ok per lavarsi + eventualmente la pasta.
Problemi navigazione fluviale.
Essenzialmente, nel 90% dei casi la totale assenza di cartografia: "zone non hydrographiée", carta tutta bianca, nel 10% dei casi -quando c'è- la cartografia non è corretta, essenzialmente le sonde sono tutte sballate, i fiumi portano un sacco di sedimenti, lebarre si muovono, i villaggi sono spostati, eccetera. Tecniche di navigazione a tutto orizzonte ah ah ah. Ho anche provato il "drudging", il termine me l'ha detto un inglese prova a trovare cosa sia -.;)

se trovo altre domande aggiungo






VID - Perché Brancaleone (Anne&Benoit regardez)


Ogni tanto ci chiedono: cosa vuol dire Brancaleone, perché questo nome ?


Qui siamo con Anne e Benoit, in famiglia da soli siamo ancora peggio; 





 c'erano trentadue trenta cinque gradi, le bottiglie vuote erano per andare a riempirle, i sacchi dell'immondizia per bruciarli -anche se il capo del villaggio come ha già raccontato Benoit li ha presi dicendo grazie per buttarli nel fiume subito dopo.

16 mar 2011

Seu Jorge, isso è pra você (ok, para)

Tanto so che (ogni tanto) leggi, ouça tambem esse suingue



questo invece è il tormentone del carnaval da Bahia 2011, in una delle innumerevoli versioni remix




VID- Gli amici di Daphne



PIC - Africa continua

Spedizione per fare gasolio

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Spedizione per fare acqua

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Boma boma

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Tramonto o alba, chi si ricorda

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Come appare la bandiera del Gambia

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Trasporto di bovini, guardando bene si vedono in acqua, trainati per le corna

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Altre bestiole

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L'ultimo segno dell'Africa, la boa di acque libere a qlc decina di miglia da Banjul, lasciata quella a poppa il segnale successivo è il faro di Salvador in Brasile

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Oh che sonno

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Ah, pioverà ?

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15 mar 2011

PIC - Africa, a caso

Uno dei nostri cari compagni di navigazione
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UN collega
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Ancoraggi

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Velisti

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Villaggi

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carenaggi

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14 mar 2011

Quiz tropicale

A cosa serve questo arnese ?

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Complimenti a Francesco (nei messaggini) che ha indovinato !
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10 mar 2011

VID - Africa, inizio

Qualche video africano, perché nonostante il Brasile sia da sogno, l'africa è stato un momento molto forte -anche se talvolta difficile- del nostro giro


Foresta dell'alto Gambia, gli alberi (quelli con le foglie) sono alti 30-40m, il doppio dell'albero del Branca.

 Unica barca in zona.



Negli stessi giorni questo
(Daphne dice "non si puo' rallentare?", io "non si puo' accelerare?")


09 mar 2011

Carnaval na Bahia

Eh si', come no, pensavate di avere subito il resoconto ?!


Una settimana di roba da matti, si' anche con moglie e due bambine al seguito.
Negli anni passati, via strada, solitario e zaino, venuto una decina di volte in Brasile scegliendo accuratamente di essere fuori dal carnevale, eppure devo ammettere che nonostante lo snobismo è stata una settimana proprio speciale.

Se le connessioni internet durano, qualche video dopo quelli dell'africa

01 mar 2011

Consulto con il CIRM

Durante la traversata Daphne ha avuto una sinusite. All'inizio un po' di aspirina, poi ha cominciato a farle molto più male fino a invalidarla per il giorno intero, dolorante, stesa in cuccetta senza muoversi.
Visto che abbiamo una farmacia da mezzo metro cubo, abbiamo deciso di chiamare il CIRM. Per chi non lo sapesse (vergogna -.;) è un centro specializzato nell'assistenza medica al personale navigante, marittimi diportisti o ospiti di navi di crociera.
Inviamo un messaggio elettronico con tutti gli elementi richiesti (vedi http://www.cirm.it/ ), aggiungiamo i sintomi sono gli stessi della pagina XYZ della guida medica nautica dove parla della sinusite, poi un'indicazione dei medicinali che abbiamo a bordo.
Messaggio inviato.
Dopo mezz'ora provo a ricollegarmi via radio e hop, ecco già il messaggio di risposta.
Prendete questo e questo, se possibile tenere il paziente non troppo esposto al vento, eccetera eccetera. Chiedono un contatto dodici ore dopo, rispondiamo che per la propagazione potremo solo fra 24 ora. OK ok.
Eccezionale!

Prende gli antibiotici, pero' il giorno dopo non  funzionano. Guardiamo la scadenza, hop tutti scaduti qualche mese fa.
Hmm. Resta dell'antibiotico pediatrico (tonnellate): nuovo messaggio al CIRM: possiamo prenderlo. Risposta immediata, tutto ok.
Dopo sei ore Daphne stava meglio, messaggio di ringraziamento.
Se non sapete dove dare il 7permille..