26 feb 2009

Simboli rilevazioni stazioni meteo

Nelle carte meteorologiche di situazione si vedono spesso grappoli di numeretti sparsi qua e là: sono le rilevazioni delle stazioni meteo locali: aeroporti, navi, porti, ecc.
I simboli e i numeri sono standardizzati, l'OMI prevede diversi modi di rappresentazione (a seconda che sia una stazione di terra, una nave, rilevamento automatico o manuale, ecc.) pero' senza andar troppo nei dettagli ecco uno schemino esemplificativo non peggiore di altri.

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I simboli e le cifre sono riportate come nell'esempio in altro a sinistra.
Vento: direzione di provenienza e forza (mezzo pennacchio 5 nodi, pennacchio 10, triangolino 50, poi si sommano)N: copertura del cielo: il tondino centrale viene annerito a seconda di quanto cielo è visibile, a parte ottavi e compagnia, quanto più e nero tanto meno cielo azzurro si vede.
TT: temperatura dell'aria in °C, a due cifre, posta in alto a sinistra
TdTd: temperatura del punto di rugiada a due cifre, in °C
TwTwTw: temperatura dell'acqua in decimi di grado, es. 175 uguale 17.5°C
PPP è la pressione atmosferica: il numero mostrato si ottiene togliendo il 9 o il 10 iniziale e moltiplicando per dieci; esempio 987 hPa verrebbe scritto 870, 1023.7 hPa verrebbe scritto 237
DpDp è la variazione di pressione nelle ultime tre ore in decapascal (cioè variazione di pressione in hPa o mB moltiplicato dieci): 18 = 1.8hPa; a fianco viene messo un segnetto abbastanza intuitivo che indica il tipo di variaizone nella pressione, sempre nelle ultime tre ore
Nuvole
Ch: simbolo di nuvole alte, quindi cirri cirrostrati e cirrocumuli
Cm: simbolo nubi media altezza, quindi altostrati altocumuli ecc
Cl: simbolo nubi basse, quindi strati, stratocumuli, nembi, ecc
I simboli possono essere composti, e in genere quando ci sono magari due tratti invece di uno significa più densi; chiaro se ci fosse il segno di nuvole stratiformi dense, con il pallino centrale della copertura nuvolosa nero, inutile andare a cercare il simbolo delle nuvole alte o medie perché un osservatore a terra chiaramente non le puo' vedere.
W è il simbolo del tempo tre ore prima
WW è il simbolo del tempo attuale
Sia per W che per WW possono essere usati o dei codici numerici a due cifre oppure i simboletti della colonna di destra, per i quali anche qui per esempio un puntino significa pioggia leggera, due puntini forte, tre puntini più forte ancora, un triangolo a punta in giù con due asterischi sopra significa rovesci forti di neve, ecc.

In alcuni casi per le rilevazioni effettuate in mare vi sono anche i dati sul moto ondoso: vengono riportati sotto allla zona dove c'è Cl:

a. immediatamente sotto a Cl, un numero a quattro cifre rappresenta il mare vivo: le prime due cifre danno il periodo dell'onda in secondi, le ultime due cifre danno l'altezza dell'onda in mezzi metri. Per esempio 0607 significa un'onda significativa con sei secondi di periodo e tre metri e mezzo di altezza.
Sotto a questo, ci puo' essere un altro numero a quattro cifre che invece indica l'onda lunga, di mare morto: anche qui le prime due cifre indicano il periodo, le seconde due l'altezza in mezzi metri.




Spurgare il circuito del diesel

***
Sempre in tema di gasolio, date un'occhiata anche a
http://sybrancaleone.blogspot.fr/2014/12/brancafiltro-pulizia-del-serbatoio-del.html
***


Un sistema semplice per spurgare il circuito del gasolio, quando per esempio si cambiano i filtri.

(anche questo scritto tanto tempo fa)


In genere il sistema di alimentazione prevede serbatoio --> prefiltro decantatore --> pompa di alimentazione --> filtro motore --> pompa di iniezione --> iniettori.
Lo spurgo del sistema (per ingresso aria, o cambio filtri, o insufficiente afflusso carburante) prende in genere molto tempo, la levetta della pompa di alimentazione butta poco gasolio, spesso è in posizione opposta rispetto alla pompa di iniezione (perkins), eventuali ingressi nascosti di aria non sono immediatamente visibili, ecc.
Entra in scena la grande protagonista: la pompetta a palloncino usata per alimentare i fuoribordo.
Ne ho messa una fra il serbatoio e il prefiltro, lasciando un paio di metri di tubo.
I vantaggi.

1.Il cambio di un prefiltro intasato si può fare in alcuni minuti, orologio in mano. Si cambia la cartuccia (o lo si apre per pulire), si apre la vite di spurgo, si pompa a sufficienza e si riavvita.
2.Un ingresso d'aria fino alla pompa di iniezione (es gasolio che sciaguatta e lascia entrare l'aria) aggiunge poco tempo allo spurgo: si spurga il prefiltro, si spurga il filtro e poi la pompa a iniezione sempre spingendo gasolio con la pompetta, con uno due metri di tubo flessibile si riesce a pompare e vedere contemporaneamente i bulloni di sfiato, lo spurgo si può fare da soli. Spurgo completo di tutta la linea di alimentazione a bassa pressione in pochi minuti, sempre cronometrando
3.Uso diagnostico: guardate una volta la pompetta a motore acceso in carico, per farvi un'idea se/quanto venga depressa dal flusso di gasolio in condizioni normali (in genere molto poco o nulla).
Se il motore si spegne o cala di regime guardate di nuovo la pompetta, se la trovate schiacciata:
a)provate ad aprire il tappo del serbatoio - se la pompetta si rigonfia molto probabilmente avete lo sfiato del serbatoio tappato;
b) se aprendo il tappo del serbatoio la pompetta non si rigonfia molto probabilmente un po' di alghe o sedimenti vari sono andati a tappare l'uscita del gasolio dal serbatoio; già avete un paio di cosette da andare ad accomodare 4. La pompetta mette in pressione quella parte del circuito di alimentazione che in genere è in aspirazione (dal serbatoio alla pompa di alimentazione), per cui se avete rimontato male per esempio la cartuccia del prefiltro, essendo in pressione vedrete del gasolio uscire; molto più difficile viceversa identificare delle infiltrazioni di aria quando il sistema è in aspirazione dalla pompa di alimentazione
Svantaggi
Con un serbatoio molto sporco, i sedimenti possono bloccare le valvoline della pompetta. Ho provato a passarci dentro del gasolio sporco e comunque ce ne vuole prima di bloccarla, in ogni caso visto quel che costa basta comprarne una di scorta, e cambiarla se si nota che il prefiltro si blocca troppo spesso (in attesa di pulire il serbatoio). In alternativa, metterla dopo il prefiltro, in tal caso riceverà gasolio pulito però non la si potrà usare per la diagnosi.Invece della pompetta a mano si può usare una piccola pompa elettrica: anche questa però potrebbe intasarsi, e poi a lasciarla girare mentre si spurga si riversano tonnellate di gasolio in sentina da tutte le viti di spurgo.

Un ulteriore aggeggio utile, sempre per spurgare da soli, è un interruttore a pulsante con due fili che vanno al positivo del relais del motorino di avviamento e al positivo del motore di avviamento (almeno così nel mio motore, verificate con il vostro).Indipendentemente da cosa si colleghi, lo scopo è quello di poter far girare il motore stando dentro: utile per i motori nei quali bisogna spurgare anche gli iniettori (si fa girare il motore ad libitum standolo a guardare da vicino, riavvitando i condotti man mano), o anche solo per far fare il mezzo giro al motore quando la levetta della pompa di alimentazione è bloccata, sempre senza bisogno di avere accesso al pannello di controllo del motore che in genere è fuori o disturbare gli ospiti che possono continuare a bersi tranquillamente la birretta in pozzetto.


PIC - Turbante

Nodo intrecciato, essenzialmente decorativo, che si mette in genere per indicare la posizione centrale della ruota del timone, solo che c'è sempre quel raggio e lo si deve mettere da un lato o dall'altro.

Oppure fare cosi'



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come si fa ?




25 feb 2009

Bollettino meteo clamorosamente toppato

Meteo France aveva toppato clamorosamente il bollettino, cosi' è venuta fuori la foto del profilo.

La Borina guarda e si sente all'improvviso molto più adulta di me.



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Lavoretti in barca

Barca in secco, dovrebbe andare in acqua fra un paio di settimane.

Approfittato per cambiare i passascafo+valvole, imprecare per rifar passare i tubi nuovi nei loro alloggiamenti.

L'enorme successo di tornare a casa avendo tutte le nocche sbucciate.

Volevo cambiare il premistoppa, ho cercato di togliere l'asse dall'accoppiamento con l'invertitore ma martella e martella alla fine l'asse è uscito, ma il manicotto si è aperto in due; il pezzo dovrebbe arrivare, finiremo la volta prossima.

Intanto ne ho approfittato per cambiare l'elica, tolta la MP bipala per mettere la tripala, stranamente molto più facile da istallare di quella con due pale
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poi visto che c'ero, ho montato questo, mi basta guardarlo per sollevarmi il morale

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Quando si dice meccanica tedesca...

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Come aprire le ostriche


Aggiunta Nov2012:
*** Visto il successo di questa vecchia paginetta, ne ho aggiunta un'altra su come aprire le ostriche di un tipo un po' meno frequente, le "plates":
http://sybrancaleone.blogspot.fr/2012/11/come-aprire-le-ostriche-plates.html




Come aprire le ostriche in due senza aprirsi in due la mano

Prima di tutto il coltello: assolutamente da scartare quei coltelli corti e tozzi con quella specie di "scudo" venduti come "coltelli da ostriche", servono per aprire conchiglie particolari ma non le ostriche classiche perché rompono molto facilmente la conchiglia (provate a guardare gli "écaillers" che aprono le ostriche e nessuno usa il coltello tozzo); bisogna usare un coltello molto sottile, a lama spessa, un'idea dalla foto,Photobucket

i primi due costano qualche euro e in barca servono a un sacco di altre cose (apriscatole, leve appuntite, come utensili da scasso in generale ), se non l'avete, una lama tipo quella a destra va bene lo stesso, basta che abbia un certo spessore Arriva lei, qui di profilo: Photobucket
si vede una parte bombata e una più piatta (coperchio)guardandola invece di piatto dall'alto per il lungo si nota una parte appuntita, dove c'è la "cerniera" delle due valve; se si tracciano immaginariamente le due linee rosse che la dividono in quattro parti, il muscolo che tiene chiusa la conchiglia sarà dove c'è il cerchio blu: basta tagliare quello (il coltello è li' solo per tenerla in equilibrio) Photobucket
la si prende in mano con la parte concava nel palmo della mano, e la punta verso di noi -difficile fare le foto con una mano sola- Photobucket
si avvicina la punta del coltello alla posizione del muscolo, all'intersezione laterale fra le due metà della conchiglia, e ruoticchiandolo leggermente come per voler fare un buchino, lo si intesta sempre di più fra le due metà della conchiglia. Occhio che qui rischiano di succedere i drammi (durante le vacanze di Natale -periodo di maggior consumo di ostriche- di gran lunga la primissima causa di ricorso al pronto soccorso sono le mani squartate in due con il coltello da ostriche).Due consigli che valgono oro (cioè fanno risparmiare sangue)
1.Non spingere **MAI** troppo con il coltello, la pressione da esercitare per dare un'idea è la stessa che utilizzereste per tagliare un pezzettino di parmigiano fresco fresco senza crosta, *MAI* di più. Cosi' facendo anche se il coltello scappasse via non si infila da nessuna parte.
2.Se l'ostrica non si apre, continuare a ruoticchiare appena appena il coltello per ingrandirgli a poco a poco la sede, sempre senza aumentare la spinta trasversale sul coltello. Al limite le prime volte rischia solo di venirvi un buco un po' grosso nella conchiglia, ma salvate le mani e potete poi mangiarvela senza problemi.
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A un certo punto il coltello riuscirà ad infilarsi fra le due conchiglie, infilatelo dentro di piatto e sempre tenendolo piatto fatelo ruotare dall'alto in basso per tagliare il muscolo, come qui
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l'ostrica vista di profilo ora si presenta cosi' Photobucket


tenendo il coltello perpendicolare alla conchiglia, sempre di piatto, cominciare dall'alto a staccare la parte del mollusco che aderisce al "coperchio", scendendo piano piano verso la punta della conchiglia
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a questo punto, con qualche rotazioncina del coltello (tipo quando si fanno le sgassate in motorino) si rompe la cerniera delle due metà conchiglia, si puo' sollevare il coperchio senza rischio di romperlo e hop
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A questo punto **si butta via la prima acqua** dell'ostrica, la si svuota proprio tutta (trucco: se la si inclina verso destra, l'acquetta che esce porta via e pulisce anche le schegge di conchiglia fatte all'inizio dal coltello eventualmente rimaste dentro il mollusco).Nessun problema non si perde nulla: dopo qualche minuto l'ostrica avrà ri-riempito la conchiglia di acqua, solo che sarà molto più saporita Dovesse sentirsi un qualsiasi odore, o se l'ostrica una volta aperta dovesse apparire "asciutta", senza l'acquetta, anima in pace e buttatela via.

Per mangiarle, tradizionalmente:
1. Senza nulla
2. Con una goccia di limone: buttatela sul bordo del mollusco (la parte verdolina pelosetta), se si ritrae è segno che l'ostrica è viva quindi si toglie il 99% del rischio
3.Con una goccia di aceto rosso + frammenti di scalogno (ammazza un po' di più il gusto dell'ostrica, ma da provare)
4. Giuliano LiberaMente di VR diceva con un po' di pepe, ho provato e in effetti ci sta proprio bene, il pepe dà un po' di gusto di terra all'ostrica che sa essenzialmente di mare.
Se c'è qualcuno (talvolta le signore) a cui l'ostrica cruda non piace, si possono provare cotte. Ne ho portate giù l'ultima volta per i miei, hanno invitato degli amici/amiche e le signore -nessuna si è azzardata a mangiarle crude- quelle cotte se le sono divorate a suon di "ancora ancora"
A. Si prendono le ostriche cosi' come sono, chiuse, senza aprirle né nulla, le si mettono con la parte concava verso il basso in una teglia, poi in forno per dieci quindici minuti, fino a che non si aprono appena. Aprirle scoperchiandole a mano e mangiare. Più facile di cosi' non si puo'.
B.Si aprono le ostriche, si svuota l'acqua e si tolgono i molluschi. In una padella antiaderente si fa fondere un bel cucchiaio di burro, si aggiunge qualche cucchiaio di vino bianco, una spruzzatina di limone e un po' di buccia di limone grattugiata. Le quantità dipendono da quante ostriche si hanno: si aggiungono i molluschi e li si fanno cuocere a fuoco basso nel brodino burro/vino/limone, non devono essere cotti alla piastra ; bastano tre quattro minuti, devono rimanere teneri.Li si rimettono uno a uno nelle conchiglie, si riaggiunge con un cucchiaino il resto del sughetto conchiglia per conchiglia e si serve.gnammmmm







Il mât Fenoux di Etel

Segnali marittimi dall'Ottocento ai giorni nostri
Singolare fra i parecchi porti bretoni situati sugli estuari di rii campestri, la foce della "ria di Etel" è particolarmente difficile d'accesso.
La carta da' una rappresentazione di questo tipo:

in sostanza, presenza di una barra sabbiosa davanti all'ingresso, con sonde praticamente pari a zero, e acqua leggermente più profonda una volta all'interno del fiume.
Aspettando un'altezza di marea di un paio di metri (cosa che succede sempre due volte al giorno, per periodi più o meno lunghi), in teoria si dovrebbe riuscire a passare.
Il portolano pero' avvisa: la barra di sabbia si muove regolarmente a seconda delle condizioni di onda più recenti, potendosi spostare di diverse decine o centinaia di metri da destra a sinistra, diminuendo la profondità disponibile. Soprattutto, il benché minimo treno ondoso dal largo frange immediatamente, mettendo in forte imbarazzo i marinai spavaldi.
Non per nulla un po' di anni fa Bombard (il tipo che strizzava i pesci in mezzo all'atlantico e li succhiava per dimostrare che si poteva andare in vacanza su un gommone nudo e crudo in pieno oceano invece che al club med) aveva tentato di passare la barra con un po' di onda lunga e un sacco di persone ci avevano lasciato la vita.
Dall'alto appare cosi'
ma ogni anno la foto sul pilota cambia perché la barra si sposta dappertutto, e anzi lo fa magari varie volte al mese. Per aiutare i naviganti a passare (e lasciarli avvicinare ad un fiume/fiordo fra i più belli della bretagna), hanno chiamato Jean e Josiane.
Oddio, chissà se ci sono ancora, ma Jean e Josiane sono i manovratori del Mat Fenoux di Etel, l'"albero" Fenoux di Etel. Fenoux invece era un capitano di corvetta appassionato di segnalamento marittimo, in una metà Ottocento dalla timida salute e dalla moralità tentennante, Capitano probabilmente ricchissimo, con una villa gigantesca, cinquanta camere, trenta saloni, duecento domestici... e soprattutto dieci toilette.
La leggenda suggerisce discretamente una certa incontinenza, fatto sta che quando Monsieur Fenoux arrivava a casa aveva bisogno che gli si indicasse subito la toilette libera più vicina, senza domestici né amanti della moglie.
Aveva escogitato un metodo astutissimo: sul torrione della sua villa era istallata una freccia, quando lui si avvicinava il domestico di turno muoveva la freccia a destra e sinistra per indirizzarlo verso i luogo di sollievo più prossimo. Freccia all'insù "Capitano continui diritto", freccia obliqua verso destra Capitano vada verso destra, Freccia orizzontale "Capitano per carità faccia un giro e trovi una siepe che proprio non è il momento di rientrare".
Un Ammiraglio in visita scopri' il sistema, e siccome (occhio non vede cuore non duole), nella marina nessuno divorziava più, lo adotto' seduta stante.
Con lo sviluppo della moralità moderna, dove si fa pipi ovunque e le amanti non si contano neanche più, Fenoux perse pian piano tutta la sua notorietà. Fra i pochi segni della sua esistenza, rimane l'Albero Fenoux messo davanti all'estuario di Etel. Una casa con una guardiano e guardiana della stazione. Il padrone è Jean, i mezzi si sono notevolmente modernizzati.
Quando ci si avvicina, bisogna chiamarlo alla radio, oppure incrociare avanti e 'ndrè davanti a casa sua; quando risponde, si mette alla manovra della frecciona gigante sul suo tetto: freccia diritta "andate diritti", freccia obliqua destra andate a destra, freccia orizzontale... "lasciate in pace gli Etellois".
Se si capita al momento... sbagliato, se Jean non risponde subito si ha diritto a Josiane, la moglie dall'inconfondibile accento bretone: "Jeaaaan, Jeaaan... non puo', orca non puo', è... seduto sul trono, ma fra un po' arriva" tutto lanciato su un VHF a 25w che si sente su cinquanta miglia di costa dai glenan a la trinite, e che ricorda come fossero i tempi andati...


23 feb 2009

ENG - My book




Should you be interested in sailing in the Mediterranean, you may have a look at this book I wrote last year.
It was a big job but very exciting, I enjoyed a lot working together with the staff at Imray and especially M.Wilson to whom I am very grateful.


A few reviews in English can be found here

Il mio libretto

Per chi naviga nel Mediterraneo e si interessa alla meteorologia, un testo a cui puo' essere interessante dare un'occhiata.
E' uscito l'anno scorso, un sacco di lavoro ma anche una grande soddisfazione, sia prepararlo che lavorare con Imray e soprattutto M.Wilson.

Alcune recensioni
dal Royal Navy Sailing Association Journal
As one who is not unfamiliar with Mediterranean weather, I found the book fascinating, providing lucid explanations, if a little technical, for the great variety of Mediterranean weather features. The Author is an experienced Mediterranean yachtsman, yacht architect and journalist. After many years in the area, he has now moved north and keeps his boat in Brittany. After reading his descriptions of the pressure and wind phenomena of the Mediterranean, the reader will understand why! This book is essential reading for anyone contemplating a season or two in the Mediterranean. JGPP

per la Cruising Association

Mediterranean Weather Handbook for Sailors
Submitted by Ian Galletti on Wed, 10/12/2008 - 13:03.
Author: Ritossa, Roberto
Review Date: 02/12/2008
[...] Be that as it may, Roberto Ritossa has produced an excellent weather text book for those who choose to sail in the Mediterranean. Although it claims to be ‘written for sailors, not meteorologists’ there is more than enough essential theory to satisfy the keenest of amateur meteorologists. I would certainly buy a copy if I were to ever plan to return to the Mediterranean, as a sailor. However, I was disappointed to find that the average wind speed charts omitted to mention the units used – Knots, mph or metres per second? I presume that the unit used must be knots as that is the unit he uses in the text. And, of course, winds are, and have always been, very important in the Mediterranean, hence the fact that they have been given more names than anywhere else on Earth and Roberto not only names 28 of them but also mentions many of the other local names for them. Roberto clearly does not have English as his first language and there is no translator’s name so the slightly idiosyncratic language used must be his own and he must therefore be congratulated for the clarity and completeness of the text. I am unable to think of anything practical that he has not covered, including a useful piece on GRIB files. - Ian Galletti





da Multihull Magazine




da Baird online (si occupano prevalentemente di mondo marittimo professionale)

Yet another good book produced for yachtsmen which is just as useful for commercial mariners.
The publisher Imray Laurie Norie and Wilson is renowned for its “Pilots” that so well describe a large slice of the 70% of the world that is covered by water. This comprehensive guide supplements the Mediterranean pilots very well.
Without becoming overly technical, this book provides a substantial weather forecasting background for anyone navigating the Mediterranean or nearby waters.
Simple, clear and very easy to use.




Fiuuuuu, sembra che tante bischerate non ne abbia scritte.

http://www.imray.com/record.cfm?i_stock_code=IB0092&CFID=9531075&CFTOKEN=18570223




E' stato (oddio, l'ho) tradotto in italiano per l'Editore Il Frangente, editore italiano di Imray:
(2011 siamo alla seconda edizione)





http://www.frangente.com/cat139.htm#8

Stiamo parlando anche per un'edizione francese, si vedrà.

09/2011
L'editore francese ha avuto qualche problema finanziario (Loisirs Nautiques, la rivista ha smesos di comparire parecchi mesi fa).
Invece mi hanno annunciato che uscirà l'edizione tedesca!
Bella sorpresa, e anche soddisfazione.



 

PIC - Bimbi in barca


Bambini in barca

Tema di discussione che sembrerebbe fra i più neutri, ma che viceversa suscita passioni e giudizi perentori secondi solo a temi quali "qual'è l'ancora migliore" o "è più bella la tua barca o la mia?"
Ognuno di noi educa e ama i figli a proprio modo: fin quando i bambini sono relativamente felici, crescono in un ambiente sereno che permette loro di sviluppare la propria personalità con relativa armonia, insomma fin quando stanno bene, a mio avviso un metodo di educazione vale l'altro.
Poi ognuno potrà essere convinto di avere la conoscenza segreta di cosa sia meglio in assoluto per i figli in generale, i figli si trattano cosi' o i figli si trattano cosà, "il pediatra ha detto che...", il fatto è che la realtà è fatta di milioni di tipi di educazioni diverse, che integrate a milioni di personalità infantili diverse producono dei piccoli individui in crescita costante, ognuno diverso dagli altri.
Personalmente non credo a nessuna ricetta magica: qualsiasi cosa si faccia per i figli, pur con la migliore disposizione, con la massima buona fede, in modo anche ragionatissimo e scrupolosissimo, scommetto che al 100% arriverà un giorno dove i figli ci rinfacceranno comunque i milioni di errori che avremo sicuramente fatto. Chi ha la pretesa di poter dire di non aver sbagliato nulla nell'educazione ?
L'importante penso sia l'essere in buona fede, e costatare che i figli crescono tutto sommato sereni e interessati dalla vita.
Almeno fin quando son piccoli, quando poi diventeranno adolescenti apriranno loro un blog per dire quanto i loro genitori siano stati deficienti.

Bimbi in barca si' - Bimbi in barca no ?

Noi abbiamo scelto il si'. Anche perché con un malato di barca come il padre poverette non avrebbero comunque avuto scampo. Egoista ? Si', puro egoista.

Le nostre due figlie vengono in barca sin da quando sono nate.

La Borina a Pesaro, sulla barca del nonno.


Qui da noi invece le condizioni sono piuttosto queste...


per carità sempre gli occhiali da sole, altrimenti poi la pediatra chi la sente


Sorellina ragnetto lo stesso, qui aveva due settimane, siccome è nata con un mese di anticipo si puo' dire che è andata in mare prima di nascere ?
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Fanno comunque la bella vita: giocano...


...fanno il periscopio...


...mangiano...
...dormono... (abbiamo messo una retina nella cabina di prua per non farle catapultare fuori, anche se subitissimo hanno imparato a infilare i piedi in un varco e a uscire fuori)

...partecipano alla vita in pozzetto, specie con Anne et Benoît...

Spesso sono molto contente

altre volte molto meno

...la vasca è sempre un gran bel divertimento, appena il tempo lo permette...

...la barca è spesso cosi', fra passeggino, mutande e vestitini appesi i temi di conversazione con i vicini di ormeggio non mancano

Abbiamo trovato una lavatrice a rullino che è una ganzata: è una specie di barile a tenuta stagna che puo' ruotare, ci si mette l'acqua calda, il recipiente va sotto pressione, si chiede a una figlia di girare la manovella (sempre gran divertimento) e in cinque minuti si riescono a tirar fuori bavaglini bianchi immacolati: provate a ottenere altrettanto da una Zanussi.

Alle ore canoniche poi sottocoperta...

Le bambine staranno anche bene, ma la più contenta di tutte chi è?...

Come ci siamo organizzati noi genitori quando si naviga ? Beh essenzialmente io mi occupo della barca, Daphné delle bambine.
Tutti e due a tempo pieno: le figlie devono sempre avere qualcuno che stia loro dietro, la barca idem, specie da queste parti dove spesso non ci si puo' distrarre un minuto.

(Ti pareva, uno comincia a scrivere dei figli e guarda qui che sbrodolamento viene fuori -almeno i nonni saranno contenti)


FRA - Une manille textile

Voilà comment réaliser une petite manille en textile, en utilisant un cordage tressé à haut module (spectra, dyneema, etc.)

Cela devrait être comprehensible en regardant les photos, j'éspère..

http://sybrancaleone.blogspot.com/2009/02/un-grillo-in-tessile.html

ENG - Textile shackle

A nice ropework which may be useful: how to make a sort of shackle out of a piece of 12strand HDPE, call it Spectra Dyneema or whatever.



I guess it should be understandable from the pictures here

http://sybrancaleone.blogspot.com/2009/02/un-grillo-in-tessile.html














Un grillo in tessile

Un grillo in tessile esotico

Si prende un pezzo di treccia a 12 legnoli in spectra/dyneema (meglio di no in vectran) e la si piega a metà























nel punto intermedio si fa una legatura permanente
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si mette un'estremità della treccia nell'ago cavo (o si lega attorno a una matita, o si tira con un pezzo di filo di ferro rigido da gruccia di lavasecco, ecc ecc insomma come si vuole, non è difficile), e si fa l'iniezione immediatamente dopo la cucitura centrale
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si spinge l'ago dentro alla treccia, facendola incicciottare

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si rifa la puntura di riuscita a 5-10cm di distanza dalla fine della treccia (dopo si capisce meglio quanto serva)

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si fa uscire l'ago che si tira dietro l'estremità della treccia e lo si stacca

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ora si rismagrisce la treccia esterna cicciotta sopra quella interna

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fino ad avere una cosa del genere

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si fa un nodo dalla parte dove ci sono le due codine (nodo semplice o meglio altro nodo di strozzatura delle due codine)

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si taglia l'eccedente e si fonde tutto assieme in modo che faccia un bel grumo

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Finito.
Per usarlo, si ri-incicciotta la treccia esterna

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si passa il nodo dentro

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e si rismagrisce il tutto, oplà.

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Una variante, se si vuole avere un lato dell'anello bloccato senza che scappi via (es.occhiello di vela, bozzello volante, ecc.) è di uscire con l'ago dalla treccia un po' prima, e di fare il nodo finale in modo da lasciare un tratto di codine parallele, qui all'estremità sinistra

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si passa una prima volta nell'anello, si infila fra le due codine

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e poi lo si richiude nello stesso modo

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in cinque minuti si fa :) ora svendo tre chili di maniglie in inox