25 feb 2009

Il mât Fenoux di Etel

Segnali marittimi dall'Ottocento ai giorni nostri
Singolare fra i parecchi porti bretoni situati sugli estuari di rii campestri, la foce della "ria di Etel" è particolarmente difficile d'accesso.
La carta da' una rappresentazione di questo tipo:

in sostanza, presenza di una barra sabbiosa davanti all'ingresso, con sonde praticamente pari a zero, e acqua leggermente più profonda una volta all'interno del fiume.
Aspettando un'altezza di marea di un paio di metri (cosa che succede sempre due volte al giorno, per periodi più o meno lunghi), in teoria si dovrebbe riuscire a passare.
Il portolano pero' avvisa: la barra di sabbia si muove regolarmente a seconda delle condizioni di onda più recenti, potendosi spostare di diverse decine o centinaia di metri da destra a sinistra, diminuendo la profondità disponibile. Soprattutto, il benché minimo treno ondoso dal largo frange immediatamente, mettendo in forte imbarazzo i marinai spavaldi.
Non per nulla un po' di anni fa Bombard (il tipo che strizzava i pesci in mezzo all'atlantico e li succhiava per dimostrare che si poteva andare in vacanza su un gommone nudo e crudo in pieno oceano invece che al club med) aveva tentato di passare la barra con un po' di onda lunga e un sacco di persone ci avevano lasciato la vita.
Dall'alto appare cosi'
ma ogni anno la foto sul pilota cambia perché la barra si sposta dappertutto, e anzi lo fa magari varie volte al mese. Per aiutare i naviganti a passare (e lasciarli avvicinare ad un fiume/fiordo fra i più belli della bretagna), hanno chiamato Jean e Josiane.
Oddio, chissà se ci sono ancora, ma Jean e Josiane sono i manovratori del Mat Fenoux di Etel, l'"albero" Fenoux di Etel. Fenoux invece era un capitano di corvetta appassionato di segnalamento marittimo, in una metà Ottocento dalla timida salute e dalla moralità tentennante, Capitano probabilmente ricchissimo, con una villa gigantesca, cinquanta camere, trenta saloni, duecento domestici... e soprattutto dieci toilette.
La leggenda suggerisce discretamente una certa incontinenza, fatto sta che quando Monsieur Fenoux arrivava a casa aveva bisogno che gli si indicasse subito la toilette libera più vicina, senza domestici né amanti della moglie.
Aveva escogitato un metodo astutissimo: sul torrione della sua villa era istallata una freccia, quando lui si avvicinava il domestico di turno muoveva la freccia a destra e sinistra per indirizzarlo verso i luogo di sollievo più prossimo. Freccia all'insù "Capitano continui diritto", freccia obliqua verso destra Capitano vada verso destra, Freccia orizzontale "Capitano per carità faccia un giro e trovi una siepe che proprio non è il momento di rientrare".
Un Ammiraglio in visita scopri' il sistema, e siccome (occhio non vede cuore non duole), nella marina nessuno divorziava più, lo adotto' seduta stante.
Con lo sviluppo della moralità moderna, dove si fa pipi ovunque e le amanti non si contano neanche più, Fenoux perse pian piano tutta la sua notorietà. Fra i pochi segni della sua esistenza, rimane l'Albero Fenoux messo davanti all'estuario di Etel. Una casa con una guardiano e guardiana della stazione. Il padrone è Jean, i mezzi si sono notevolmente modernizzati.
Quando ci si avvicina, bisogna chiamarlo alla radio, oppure incrociare avanti e 'ndrè davanti a casa sua; quando risponde, si mette alla manovra della frecciona gigante sul suo tetto: freccia diritta "andate diritti", freccia obliqua destra andate a destra, freccia orizzontale... "lasciate in pace gli Etellois".
Se si capita al momento... sbagliato, se Jean non risponde subito si ha diritto a Josiane, la moglie dall'inconfondibile accento bretone: "Jeaaaan, Jeaaan... non puo', orca non puo', è... seduto sul trono, ma fra un po' arriva" tutto lanciato su un VHF a 25w che si sente su cinquanta miglia di costa dai glenan a la trinite, e che ricorda come fossero i tempi andati...


Nessun commento: