29 apr 2012

Immagini del Marin

Disneyland

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Un copione! 

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E un videino per avere un'idea di cosa sia...

28 apr 2012

Arrivato in Martinique


Dopo 250 miglia tutte di bolina con ventolazzo di 20-25 nodi sono arrivato al porto del Marin in Martinique, o meglio all'ancora nella baia perché è tutto pieno.
All'inizio mi ha un po' preoccupato, mais bon, se abbiamo preparato una transat all'ancora in un fiume africano riusciro' pure a prepararne un'altra in una baia con arie di Place de la Concorde.

Videino di 'sto posto in arrivo a breve...


.

27 apr 2012

Da Trinidad verso la Martinique

Giusto per rimettersi in forma, sono circa 250 miglia, ho appena passato la metà strada e siccome l'aliseo è ancora NE e non è diventato E è un bel bolinone.
Ieri all'uscita da Trinidad dicevano di andare per qualche decina di miglia senza luci perché ci sono pescatori un po' troppo curiosi, ma col traffico che c'è ho comunque lasciato il tricolore.
Fra Trinidad e GRenada sembra di passare Gibilterra, una nave dietro l'altra tutto uno zigzag.

Ora sono al traverso delle Grenadine, stanotte dovrei passare ST Vincent, poi St Lucia e se tutto ok domani in giornata in Martinica al Marin, il marina a sud.

Con i nomi delle isole sembra di veder passare un catalogo di viaggi turistici.

25 apr 2012

Botta di fortuna



Quando si dice fortuna, pescetto a taglia individuale, dev'essere il terzo o quarto che abbiamo pescato in due anni e mezzo di navigazione (vergognissima!)

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24 apr 2012

Verifiche incrociate della posizione

Verifiche incrociate dagli strumenti: saremo davvero al di là dello zoccolo continentale ?




Sembra di si' (non ha un qualcosa di inquietante?)

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23 apr 2012

Routage che neanche Groupama

Il bollettino di Monaco radio in HF indica la posizione della zona di convergenza intertropicale, da Monaco al Brasile in un salto di onde radio

22 apr 2012

Grazie per i messaggini + programma

Grazie a tutti per i messaggini!

Ma un grazie gigantesco a Marco e Ale di Downunder (ora in Pacifico quindi di sicuro staranno dormendo ah ah)
www.layline.it 
per il loro "Manuale d'uso di Chaguaramas", una guidina su tutto quello che uno deve sapere su questo porto di Trinidad, geniale, altro che piloti, sono arrivato qui mi sembrava id essere a casa ah ah ah.

Ieri ho tirato su la barca, pulita generale della carena + antiruggine alla chiglia.
Oggi data l'antivegetativa, ridato l'impermeabilizzante alla teleria, poi ho rifatto arancione fluorescente il "cofano" del fuoribordino (indispensabile, nevvero).
Lunedi' (se tutto va bene, qui non si sa mai, già ieri ho dovuto cambiare di cantiere all'ultimo minuto) rimetto la barca in acqua, poi recupero l'alternatore servizi che aveva un diodo un po' pazzerello, un po' di spesa e a metà fine settimana prossima via riparto verso la  Martinica, sono 250-300 miglia circa un paio di giorni.
Da li' faccio un'andata e ritorno a Parigi per qualche giorno (avevo molto sopravvalutato le mie capacità a stare lontano dal resto della famiglia), ritorno in Martinica all'incirca metà maggio, li' ultime verifiche e preparazioni, mi metto in stand-by meteo per la traversata verso le Azzorre, appena c'è un buco il Branca parte.

21 apr 2012

Cadê meu Brasil..

Arrivato a Trinidad, propaggine meridionale di cio' che comunque sono "Caraibi", carino ma...



dov'è il mio Brasile



Cimitero di Cayenne

Andando in giro per le isole della galera, ci si trova al'improvviso in un posto tutto pulito, disteso, in riva al mare, come questo






20 apr 2012

Figlie! Qualche volatile

Guardate gli animali che c'erano a Cayenna



Guardate questi due come si grattano







19 apr 2012

Ogni tanto navigare con l'aliseo..

Ogni tanto navigare con l'aliseo è cosi'




poi ogni tanto diventa cosi'


e si riparte 

13 apr 2012

Suriname, poveri polli

Continuano i Paesi che mi ricordano la collezione di francobolli di quando ero piccolo, Paesi di cui venivo a conoscenza solo perché c'era scritto un nome su un francobollo, spesso talmente piccoli che non si trovavano neanche guardando l'atlante.
Di sicuro ci sarà stato un francobollo con la testa del(la) regnante d'Olanda, Guyana olandese, Suriname.
La capitale, Paramaribo. Pensa te che nomi.
Ancora fiumi, vera foresta pluviale tropicale. Sole, poi pioggiona, poi sole, poi pioggiona; durante la stagione delle piogge dicono piova anche per cinque sei giorni di fila senza mai smettere.


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La popolazione è uno spettacolo, ci sarà una buona decina di razze differenti: neri africani, indiani qui della foresta, indiani dell'India, Malesi, Indonesiani, Singalesi, Cinesi, altre razze asiatiche che non saprei riconoscere, poi qualche bianco.
Ognuno parla la sua lingua, con l'olandese come lingua franca; non capisco assolutamente niente ma sono talmente gentili che a forza di sorrisi ci si intende. 


Qui sembrano le Fiandre
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E come in un sacco di altri fiumi, il "solito" relitto della nave da guerra tedesca
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Aria di casa..
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Nei posticini lungo il fiume tutta la panoplia della cucina indonesia-malesia, uno spettacolo della gastronomia. 


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Siccome ci sono tanti indù e tanti musulmani, non si trova né carne bovina né di maiale, poveretti chi fa la parte del pollo sono proprio i polli, pollo ovunque in mille salse diverse, vita breve e intensa per i polli surinamesi.


12 apr 2012

Cayenna PPP Pepe Peperoncino e Prigionieri

Il Branca all'ancora alle Iles du Salut, le isole dove c'era la "galera" francese, il "bagne" di Papillon per capirsi.

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l'Ile du Diable, dove avevano messo la capanna per il capitano Dreyfus (ricordate il J'accuse di Zola?). Prigioniero li, in un cubicolo sempre illuminato (notte e giorno); vietato parlare con i sorveglianti, quando vedevano passare una nave all'orizzonte lo prendevano e gli mettevano la pistola alla tempia fino a quando la nave non scompariva. Dieci anni cosi', sembra che ripetesse teoremi di matematica e preghiere alla moglie.

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Questa la casa del direttore

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11 apr 2012

Qualche videino del Brasile

Sosta a Jericoacoara, all'ancora giusto dietro la punta.
Complimenti a Kommos che ha indovinato :-)



Una jangada all'uscita da Fortaleza, una delle barche tipiche del nordeste.


04 apr 2012

Cielo! Un solitario!

Cielo! Mi sveglio stamattina e c'è un'altra barca, arrivata poco fa: a bordo un solitario.

Sono imbarazzatissimo, ora cosa faccio ?
Con la famiglia non c'erano problemi, o si avvicinavano loro o li lasciavamo tranquilli, chi vorrebbe farsi smontare la barca da due bambine ?
Ora che sono ufficialmente solitario anch'io invece cosa faccio ?
C'è un'etica, un codice di comportamento specifico ai solitari ?
Lo saluto ? Gli faccio cucu' con la mano ?
Oppure rischio una figuraccia incredibile "guarda quello là che grezzo, mi saluta con la mano come se fossi uno che naviga in equipaggio" ?

Lo chiamo alla radio ? "Solitario solitario solitario da solitario solitario solitario cambio", poi come ci riconosciamo ? Oppure "Pazzo incosciente non sai che due solitari che si parlano perdono immediatamente la qualifica di solitari ?"

Esco fuori, mi metto a prua e tenendo la testa diretta dall'altro lato storco gli occhi per osservarlo. Sono stato bravissimo perché l'ho osservato per un po' e lui non si è accorto di nulla.

Fa il bagno nudo.
Già fare il bagno non è che mi faccia impazzire, nudo poi... punto negativo, sono a -1.

Si lava i denti e sputa fuoribordo.
Vabbè lo faccio dal lavandino del bagnetto dentro, va bene lo stesso. Rimango a -1.

Non ha messo la palla nera come segnale di ancoraggio: vero, un solitario non comunica con l'esterno in nessun modo. Vado a -2.

Ha i gradini all'albero. Vado a -3. Ripensandoci, vado sù da solo anch'io senza gradini, resto a -2.

Ha messo il gommone in acqua, parte a farsi la rematina quotidiana che fa tanto bene alla salute: io mai e poi mai, solo se mi si rompesse definitivamente il fuoribordo, arrivo a -3.

Sciacqua la coperta con secchi e secchi d'acqua, sfrega con lo scopone, la barca di un solitario deve sempre essere pulita impeccabile.
-4, forse anche -5

Oddio cominciamo bene, appena entrato nella categoria sto già accumulando punti negativi di solitarietà a tutta velocità, che faticaccia.

Scappo, se mi beccasse qui a scrivere messaggi sul sito internet sarei spacciato, perché mai un solitario dovrebbe inviare messaggi ad altri ? Roba da -10 diretto.

850 miglia in solitario

Fatte, arrivato ieri mattina fresco fresco, si fa per dire 32° e 85% di umidità alle otto di mattina.
All'ancora nelle Iles du Salut, le tre isole del "bagne", la galera di Cayenne, dei Dreyfus, Papillon e compagnia. Bellissime isole di foresta altissima, si vede che qui piovicchia mica poco.

Bella tirata, pensavo di metterci meno ma vento e corrente sono stati salterellanti. Soprattutto tanti groppi di notte: vruuuum arriva la sventolata, tocca ridurre tutto in fretta, dura quel che dura, poi calma, tocca riaprire tutto, poi ritorna l'aliseo medio.
Qualche decina di minuti dopo si ricomincia, e via.

Dopo analisi e analisi e prove e prove ho individuato un metodo che funziona bene per approfittare del maggior vento dei groppi (quando il vento regolare è poco), oppure per sfuggire alle botte forti quando il vento regolare è già forte di suo. Groppi isolati, linee di groppi, eccetera. Chissà che non interessi a qualche minista che tanto l'equatore passare lo devono ah ah ah.

Comunque, le mie prime 850 miglia in solitario. Averci pensato un po' di tempo fa mi avrebbe fatto impressione, da queste parti pero' le distanze sono cosi' grandi che ci si abitua in fretta a dover fare tappe lunghe. Con Francesco la prima notte Cabedelo Natal 80 miglia ("ma cominciamo subito con una notturna ?"), poi Natal Fortaleza 350, poi Fortaleza Jeri 150 miglia, Jeri Luis Correia 70 (ho scoperto che esiste la doppia ortografia, Luiz e Luis).
Quindi prima di partire, oh 850 miglia cosa vuoi che siano, sono uscito come se dovessi andare a Groix -beh quasi.
Dopo qualche giorno di mare uno si dice accidenti quanto ci si mette, quando si arriva ci si dice accidenti com'è andato in fretta.
Pa' ti ricordi, "quando si è in mare si ha voglia di arrivare, quando si è arrivati si ha subito voglia di ripartire", eh già.

Il timore principale che avevo era il sonno, l'impossibilità della guardia notturna "at all times". Visto che gli allarmi funzionavano bene mi sono tranquillizzato e sono riuscito a farmi uno due cicli di 1-1.5 ore al giorno, che mi hanno tenuto in perfetta efficienza mentale. Chiaro, salvo per le allucinazioni acustiche che quelle al terzo giorno sono saltate fuori: la cantante lirica Un bel di' vedremo levarsi un fil di fumo che commentava lo scarico del motore, il film poliziesco con tanto di sparatoria dell'onda di poppa, non uno ma tutti i sette episodi; la voce che chiedeva aiuto in lontananza creata dal cigolio del bozzello di rinvio del timone a vento; l'ippopotamo salito in barca in Gambia e nascostosi dentro il rinvio della scotta del genoa (huhuuuu, hmmm uhuhuuuu), insomma in buona compagnia.

Ringrazio molto calorosamente (ma lo faro' di persona) un inglese che un giorno ha scritto "at night, thoughts run wild". Di notte, i pensieri prendono le forme più imprevedibili.
Ogni tanto è vero, di notte ci si trova a infilare come perline successioni di pensieri stranissimi, talvolta impressionanti, macabri, violenti, logicamente incorrelati ma che hanno una loro logica furiosamente apparente: ecco ora l'animale nero salta fuori dall'acqua, morde lo specchio di poppa, la barca frena e disalbera, l'albero cade fa un buco nell'autogonfiabile infilandolo come uno spiedino, la barca affonda mi trovo in acqua aggrappato al bidone di sopravvivenza con l'animale nero feroce che mi gira attorno. Poi mi mangia il bidone in un boccone e mi lascia li'.
Roba da pazzi? No, da terzo quarto giorno di solitaria.
Quando cominciavo a inanellare pensieri mostruosi, la frasina dell'inglese mi rimetteva subito il sorriso. Thank you, di tutto cuore.

Ora un po' di riposo qui, ad approfttare di uno scenario naturale molto bello, ma tanto so che fra un po' "sentiro' fremere le costole di Rocinante": chi indovina chi è ? (non el Quixote, ma chi ha scritto la frase)

ciao a tutti