04 apr 2012

850 miglia in solitario

Fatte, arrivato ieri mattina fresco fresco, si fa per dire 32° e 85% di umidità alle otto di mattina.
All'ancora nelle Iles du Salut, le tre isole del "bagne", la galera di Cayenne, dei Dreyfus, Papillon e compagnia. Bellissime isole di foresta altissima, si vede che qui piovicchia mica poco.

Bella tirata, pensavo di metterci meno ma vento e corrente sono stati salterellanti. Soprattutto tanti groppi di notte: vruuuum arriva la sventolata, tocca ridurre tutto in fretta, dura quel che dura, poi calma, tocca riaprire tutto, poi ritorna l'aliseo medio.
Qualche decina di minuti dopo si ricomincia, e via.

Dopo analisi e analisi e prove e prove ho individuato un metodo che funziona bene per approfittare del maggior vento dei groppi (quando il vento regolare è poco), oppure per sfuggire alle botte forti quando il vento regolare è già forte di suo. Groppi isolati, linee di groppi, eccetera. Chissà che non interessi a qualche minista che tanto l'equatore passare lo devono ah ah ah.

Comunque, le mie prime 850 miglia in solitario. Averci pensato un po' di tempo fa mi avrebbe fatto impressione, da queste parti pero' le distanze sono cosi' grandi che ci si abitua in fretta a dover fare tappe lunghe. Con Francesco la prima notte Cabedelo Natal 80 miglia ("ma cominciamo subito con una notturna ?"), poi Natal Fortaleza 350, poi Fortaleza Jeri 150 miglia, Jeri Luis Correia 70 (ho scoperto che esiste la doppia ortografia, Luiz e Luis).
Quindi prima di partire, oh 850 miglia cosa vuoi che siano, sono uscito come se dovessi andare a Groix -beh quasi.
Dopo qualche giorno di mare uno si dice accidenti quanto ci si mette, quando si arriva ci si dice accidenti com'è andato in fretta.
Pa' ti ricordi, "quando si è in mare si ha voglia di arrivare, quando si è arrivati si ha subito voglia di ripartire", eh già.

Il timore principale che avevo era il sonno, l'impossibilità della guardia notturna "at all times". Visto che gli allarmi funzionavano bene mi sono tranquillizzato e sono riuscito a farmi uno due cicli di 1-1.5 ore al giorno, che mi hanno tenuto in perfetta efficienza mentale. Chiaro, salvo per le allucinazioni acustiche che quelle al terzo giorno sono saltate fuori: la cantante lirica Un bel di' vedremo levarsi un fil di fumo che commentava lo scarico del motore, il film poliziesco con tanto di sparatoria dell'onda di poppa, non uno ma tutti i sette episodi; la voce che chiedeva aiuto in lontananza creata dal cigolio del bozzello di rinvio del timone a vento; l'ippopotamo salito in barca in Gambia e nascostosi dentro il rinvio della scotta del genoa (huhuuuu, hmmm uhuhuuuu), insomma in buona compagnia.

Ringrazio molto calorosamente (ma lo faro' di persona) un inglese che un giorno ha scritto "at night, thoughts run wild". Di notte, i pensieri prendono le forme più imprevedibili.
Ogni tanto è vero, di notte ci si trova a infilare come perline successioni di pensieri stranissimi, talvolta impressionanti, macabri, violenti, logicamente incorrelati ma che hanno una loro logica furiosamente apparente: ecco ora l'animale nero salta fuori dall'acqua, morde lo specchio di poppa, la barca frena e disalbera, l'albero cade fa un buco nell'autogonfiabile infilandolo come uno spiedino, la barca affonda mi trovo in acqua aggrappato al bidone di sopravvivenza con l'animale nero feroce che mi gira attorno. Poi mi mangia il bidone in un boccone e mi lascia li'.
Roba da pazzi? No, da terzo quarto giorno di solitaria.
Quando cominciavo a inanellare pensieri mostruosi, la frasina dell'inglese mi rimetteva subito il sorriso. Thank you, di tutto cuore.

Ora un po' di riposo qui, ad approfttare di uno scenario naturale molto bello, ma tanto so che fra un po' "sentiro' fremere le costole di Rocinante": chi indovina chi è ? (non el Quixote, ma chi ha scritto la frase)

ciao a tutti

3 commenti:

- Amikus - ha detto...

850 miglia in solitario, vediamo un po' come fare... aspetta che guardo... ecco qua: da Otranto a Cipro lasciando alla sinistra prima il peloponneso e poi creta; praticamente metà mediterraneo: notevole! Chissa quanta acqua...

francesco ha detto...

Grande! Pochi hanno il coraggio di parlare delle allucinazioni da solitario... le tue parole mi hanno ricordato come ci si sente, al di la' di tante descrizioni di vento e mare.
Buon proseguimento.

J.K. Toole ha detto...

Buffo, ora sei quasi alla stessa latitudine di Marco, arrivato alle Galapagos, ma esattamente dall'altra parte del continente sudamericano.

BV
j