13 set 2023

Pogo 40s, class40

Qualche foto a Ste Marine, vicino al cantiere Structures






21 lug 2023

Stroppo regolabile in dyneema

Un'idea ripresa dagli arboristi (poi passata agli utilizzatori di amache): uno stroppo  di lunghezza variabile fatto con della treccia 8 legnoli in dyneema.

Il principio (e schema di costruzione) si trova per esempio qui:
In sostanza: on occhiello a una estremità (dove nel mio caso ho messo un moschettone a gancio) - la treccia forma un occhio all'altra estremità (nel mio caso passando dentro a un moschettone di drizza) e entra dentro a se stessa per riuscire dopo circa 75diametri. Per non rischiare di farla scomparire ho messo una pallina gialla all'estremità;l'altra pallina gialle serve ad aiutare ad allentare il tutto.

Utilizzo facilissimo: si tira il corrente (con la pallina gialla) facendo scorrere la treccia dentro a se stessa, mettendo in tiro la parte esterna della treccia si comprime bloccando la parte che passa all'interno.

Stroppo in posizione "lungo"

Stroppo in posizione "corto" 



Ne ho messo uno per bloccare le oscillazioni laterali del boma a riposo, qui è in posizione "corto"

qui è in posizione "lungo" quando lo si aggancia, poi si tira sulla pallina gialla in basso.
Tiene bene anche quando non in tensione, anche se il boma sbatte. 



28 mar 2023

Rinvio scotta fiocco addizionale su garrocci

Ogni tanto capita di utilizzare il fiocco ingarrocciato mentre il genoa principale è tutto arrotolato.
Nelle foto sotto una soluzione per creare un secondo rinvio utilizzando il carrello esistente; nel mio caso passare le due scotte (quella del genoa arrotolato a riposo e quella attiva del fiocco) nello stesso rinvio le fà accavalcare e funziona male.
La base è un anello ad alto scorrimento bloccato dentro a un loop in dyneema. Nel mio caso, ho misurato la circonferenza necessaria del loop e veniva 72-75cm, ho usato circa 170cm di treccia.





















Una prima prova "a secco"


Poi ho aggiunto una guaina esterna: è strozzata dal lato dell'anello, cucita su circa 3/4 della lunghezza. La parte a destra della foto invece è libera di scorrere per permettere di ingrandire la dimensione della U formata dalla treccia e passarla attorno all'anello.

Il tutto posizionato sul carrello



Il rinvio in azione.









































Ultima aggiunta, una fettuccia in velcro fronte/retro per fissare le varie gambe del dyeema quando il tutto è sul carrello.





















L'ultima versione con il velcro



5 gen 2023

Sicurezza via radio/satellite per barche con bandiera francese


Un riepilogo di come poter approfittare al meglio dell'organizzazione dei soccorsi per le barche con bandiera francese.


Sicurezza via radio e satellite - Bandiera francese

roberto

25 ago 2022

Protezione cime - tubo pompieri

Ho recuperato una decina di metri di grosso tubo da pompieri tramite Olivier il nostro amico (pompiere), come protezione per le cime d'ormeggio è assolutamente imbattibile; è indistruttibile, per tagliarlo ci vogliono le cesoie (penso abbia tipo un armatura interna in aramide, forse), per farci i buchi ci vuole il trapano.

Se ne possono tagliare dei pezzi da mettere nei passaggi ruvidi delle cime, qui uno spezzone tagliato in modo da poterlo inserire a metà di una cima senza infilarcela dentro tutta, con qualche buco per farci una specie di "cucitura" volante, si mette in un secondo.




Questo -lungo un paio di metri- per passare le cime attorno a qualcosa di ruvido, sia un anello arruginito di un gavitello o di una vecchia bitta di un pontile in cemento; per passarci la cima conviene lasciarci un messaggero dentro


Questo è per cime che si allungano e scorrono, nel caso specifico l'ammortizzatore del tiro dell'ancora.
La cima è legata solidale a un primo tubo (rosso vivo), il quale scorre all'interno del tubo più grosso (rosso mattone) che è solidale con il musone. Con le imbardate della barca all'ancora la cima ammortizzatrice si allunga anche notevolmente, con questo sistema l'attrito è unicamente fra tubo rosso vivo e tubo rosso mattone, il primo si muove dentor al secondo e la cima è totalmente protetta.





22 mag 2022

Solitario - Equipaggiamento individuale di sicurezza

In solitario (in particolare se lungo, oltre due giorni) ci sono rischi specifici.
Per l'equipaggiamento individuale di sicurezza, ho largamente attinto ai consigli dati dai piloti della "24F", la pattuglia aeronavale francese basata a Lorient che si occupa del soccorso in alto mare (loro vanno con l'aereo, quindi non intervento diretto).
Qui uno di loro durante un mini-seminario (riguardando l'immagine del suo schermo, stava descrivendo la zona "vuota" che esiste in mezzo all'Atlantico nella quale gli interventi dei mezzi aerei non sono possibili perché al di là delle autonomie dei mezzi di soccorso, quindi si possono solo appoggiare sulle navi)



Prima cosa, trasformarsi in una specie di S.Bernardo e essere sicuri di avere sempre con sé il materiale. Saccoccia fatta in casa che porto sempre al collo, 24/24: fuori c'è una luce automatica (si intravvede attaccata alla cinghia), dentro la saccoccia tengo il PLB (radioboa satellitare di emergenza individuale, grossa come due scatole di fiammiferi all'incirca), una minitorcia potente, un sacchetto di fluoresceina, un fischietto, uno specchio/eliografo. C'è posto anche per un segnale giorno/notte (misto fumogeno/lampo) ma in Francia non ne ho trovati e comperarli altrove con il trasporto speciale sono cifre improponibili.


Questa è la versione successiva: ho aggiunto una taschina esterna dove tenere il timer da cucina per la sveglia, più un elastico per i guanti in neoprene.



Materiale di emergenza più generico l'ho messo in un bidone (con il suo vestitino riflettente), attaccato con due cinghie alla colonnina del timone. Uno dei rischi in solitario è che -nonostante allarmi e tutto- ci sia collisione con un'unità molto più grande e che si debba abbandonare immediatamente la barca, senza neanche tempo di attivare l'autogonfiabile. 
Dato che dormo in pozzetto, buttarsi in acqua abbracciando il bidone sembra un'opzione fattibile. Con il bidone riesco ad agganciarmi e stare a galla anche senza salvagente. 



Nei passaggi più lunghi (e con più persone) i bidoni sono due, un secondo con materiale addizionale per coprire il rischio di una permanenza più lunga. 



In altura lunga, oltre il paio di giorni, per me non è fattibile restare 24/24 con il salvagente, quindi uso -oltre alla saccoccia- solo una cintura di sicurezza fatta su misura, se fatta bene non ci si accorge neanche di averla addosso.
In costiero porto sempre il salvagente (+cintura di sicurezza integrata). Nessun bidone ma solo la saccoccetta addosso (che ogni tanto fà sorridere quando entro in porto, mais bon...).
Il problema principale è per esempio in approccio finale quando si ammainano vele, parabordi, cime ormeggio eccetera è tutto un muoversi ovunque sulla barca che è incompatibile con il tenersi legati con la cintura di sicurezza (almeno per me) quindi serve un mezzo per richiamare attenzione se si casca in acqua magari a un paio di miglia dal porto e la barca continua dritta per i fatti suoi con il pilota: per questo tengo agganciata la radio portatile VHF DSC, mezzo tecnico potenzialmente molto più rapido del plb per richiedere assistenza a distanza ridotta.




11 mag 2022

Un paio di carte nuove

Tanto per far vagare un po' la fantasia