05 mag 2015

Giorno 5 - Il semino di zucca che frego' Darwin

Vi sono momenti speciali in una barca, istanti che nonostante la loro connotazione personale, intima, riescono a fondare un legame intenso fra le persone.
Durante i primi tre giorni di bolina (leggi: quando la barca va tutta storta) vengono vissuti in silenzio, in privato, quasi religiosamente, al quarto giorno diventa urgente condividere con gli altri l'esaltazione della propria esperienza.
Fra cinque omaccioni, è facile indovinare di cosa si tratti.
La barca ha due cabine a prua, e a prua delle cabine di prua c'è -oddio ci sarebbe- l'unico luogo dove sia possibile una riflessione personale sulla vita, sul destino delle umane cose: il bagno.
Ce ne sono due di bagni, uno a destra e uno a sinistra, con la barca di bolina significa uno sopravvento, uno sottovento, in altre parole uno in cui la forza di gravità schiaccia a terra, uno in cui scaglia verso l'alto.
Scegliere in quale bagno andare è metà del problema: in uno bisognerà prevedere di stare appesi, nell'altro di tenersi più o meno verticali per non finire con la schiena per terra (a pagliolo si dice qui).
I bagni -di riguardosissima dimensione- sono una "scatola" di circa un metro per un metro, essendo a contatto con le cabine, la buona creanza vuole che si chiuda la porta quando ci si entra.
Chiusisi in bagno, con la barca che salta e rimbalza onda su onda, si scatena l'inferno: l'epifania del sentimento tragico del semino di zucca chiuso in una maracas.
Sotto raffica o con onda incrociata, il graticcio sul pavimento ricorda i momenti più cupi delle prigioni dei Khmer rouge.
Impossibile distrarsi: ogni frazione di secondo deve essere utilizzata per tamponare prontamente gli urti del corpo scagliato a casaccio in tutte le direzioni.
Impossibile concentrarsi: tutti i muscoli vengono utilizzati per bloccare il corpo e impedirgli di diventare un immenso, unico livido bluastro.
E si sa che un bagno dove non ci si puo' né distrarre né concentrarsi, è un bagno che non serve a granché.
Per i primi tre giorni l'esperienza è stata mistica, complice l'alimentazione non proprio equilibrata, il quarto giorno di bolina e sbatacchiamento la natura ha avuto la meglio e ancora una volta, nonostante le salve di improperi uditi attraverso la porta, i sorrisi sono tornati a splendere quando la porta si apriva e il fortunato usciva fuori più o meno illeso.
Perché i semini di zucca non siano evoluti in quadrumani (con una coda prensile come gradito optional), chiedere a Darwin.


PS Gli SMS hanno riscosso un grande successo :-) Scrivete per chi sono perché altrimenti non si capisce..

2 commenti:

Alessandro Balletti ha detto...

Mi sono piegato! Devo stare attento che in ufficio potrebbero risentirsi ;)

Per Francesco Bar.: diverse Persone Curiose ti salutano!

Anonimo ha detto...

buon vento :)
Francesca